Emanuele Cisi – No eyes

Emanuele Cisi: sax tenore
Dino Rubino: pianoforte, tromba
Rosario Bonaccorso: contrabbasso
Adam Pache: batteria

“La poesia e il jazz hanno una relazione consolidata da affinità antiche. La poesia e il jazz, e più in generale, la scrittura e la musica hanno in comune la vita e, nelle innumerevoli occasioni in cui i jazzisti hanno pensato di affidare alla poesia le esternazioni del loro atto creativo, quasi sempre la musica se ne è avvantaggiata. Oggi tocca a uno dei sassofonisti più sensibili e capaci della scena, e non solo di quella italiana: Emanuele Cisi. L’ispirazione è una poesia scritta da David Meltzer, No Eyes, e dedicata a Lester Young. Il grande tenorista utilizzava un modo di esprimersi tutto particolare e, nel suo singolare slang, la locuzione «no eyes» stava per «non mi interessa», detto con l’inevitabile indolenza di chi considerava la musica l’unica cosa per la quale valesse la pena continuare a vivere. La vita travagliata del sassofonista ha ispirato registi e scrittori – in Natura morta con custodia di sax di Geoff Dyer uno dei racconti più struggenti, The President, è appunto basato su aneddoti della sua biografia – e il suo modo di suonare, lirico e vitale, ha influenzato generazioni di musicisti. A distanza di quasi sessant’anni dalla morte di Lester (avvenuta in una modesta camera d’albergo a New York, il 15 marzo del 1959) Cisi ha deciso di pubblicare questo straordinario atto d’amore. Nulla di didascalico, in questa musica e, soprattutto, niente che non funzioni. Un mosaico di note, delicate e swinganti, in cui ognuno dei musicisti convocati in sala d’incisione ha svolto egregiamente la sua parte. Un disco assolutamente consigliato. Anzi, di più: indispensabile.”

Musica Jazz

Informazioni utili.
Biglietti interi €10
Tessera club €10
Ingresso con tessera €8
Ingresso con tessera under 30 €5
Sarà possibile fare la tessera direttamente alla cassa il giorno del concerto.
Prenotazioni:
inviare una mail a alessandriajazzclub@libero.it con oggetto “Prenotazione” indicando un nome di riferimento, il numero dei biglietti e delle tessere. Specificare se ci sono degli under 30.
“Jazzal 2019” si svolge grazie al sostegno della Fondazione Social, della Fondazione CRT, della Fondazione CR Alessandria e rientra nell’ambito del festival diffuso “Piemonte Jazz Festival” e del “Festival Identità e territorio”.

Nato a Torino nel 1964, Emanuele Cisi è oggi uno dei compositori e sassofonisti (tenore e soprano) più apprezzati della scena jazz internazionale. Un suono personale e ricercato, un approccio energico, uniti a una profonda conoscenza della tradizione e a uno spiccato senso della melodia e dello swing, sono i tratti salienti del suo stile.
Nel 1995, viene premiato dalla rivista Musica Jazz come miglior nuovo talento. Da allora la sua carriera professionale si snoda tra Italia, Europa e Stati Uniti, ma si è esibito anche in Cina, in Russia, in Oceania e Sud America.
Ha suonato con: Clark Terry, Nat Adderley, Jimmy Cobb, Sting, Albert Heath, Benny Golson, Billy Cobham, Branford Marsalis, Joe Lovano, Aldo Romano, Enrico Rava, Paolo Fresu e molti altri.
Al suo attivo 10 dischi a suo nome e più di 100 come sideman o co-leader. E’ l’unico artista europeo a pubblicare, nel 2013, un disco per la prestigiosa etichetta statunitense Maxjazz, nel cui catalogo figurano artisti come Ron Carter, Kenny Barron, Mulgrew Miller, dal titolo “Where or When”.
Inizia a studiare il sax alto a 16 anni, passando presto al tenore e al soprano. Dopo pochi anni, inizia ed esibirsi nei jazz club della sua città e dei dintorni, e nel 1984 riceve il suo primo ingaggio professionale importante, col gruppo Area II, riedizione degli storici Area, guidati dal batterista Giulio Capiozzo. Si mette così in luce a livello nazionale, e inizia a collaborare con molti musicisti trasferendosi a Milano. Nel ’94 registra il primo disco a suo nome, destando molta attenzione tra il pubblico e la critica. Espatria sempre più spesso, soprattutto in Francia, dove registra due lavori a suo nome e dove, nel 2001, viene chiamato a far parte del gruppo di Aldo Romano “Because of Bechet” con cui si esibisce in tutti i principali festival e teatri transalpini.
Nel 2006 fonda, insieme al collega di Detroit Chris Collins, il Detroit-Torino Urban Jazz Project, un ambizioso e articolato progetto multidisciplinare (che vede coinvolti anche due fotografi) che esplora differenze e similitudini culturali tra le due “città dell’auto”.
Nel 2008 pubblica 3 nuovi progetti discografici, tra cui uno realizzato in Belgio col gruppo di Bart DeFoort che ha ottenuto il premio Django d’Or come miglior disco dell’anno. A fine agosto dello stesso anno si è esibito, unico artista europeo, al prestigioso Detroit International Jazz Festival con una formazione americana.
Nel 2009 è stato in tournée in Cile, partecipando al festival jazz di Providencia, ha partecipato ad alcuni reading-musicali con gli scrittori Paolo Giordano e Luca Ragagnin, si è esibito in tour con un suo quartetto (presentando il cd “The Age of Numbers” – Auand Records), col pianista americano Xavier Davis, si è esibito in Norvegia, e ha compiuto una tournée negli Stati Uniti con il progetto Detroit-Torino Urban Jazz Project. Sempre nello stesso anno risiede per quattro mesi a Washington DC, dove collabora con molti artisti rappresentativi della scena U.S.A., esibendosi in vari jazz clubs e rassegne, e compie nuovamente un lungo tour tra Belgio e Olanda.
Nel 2010 si esibisce ancora negli U.S.A. e da vita ad un nuovo progetto, il Northbound, un quartetto “pianoless” con trombone.
Il 9 maggio 2011 si è tenuta con grande successo al Teatro Regio di Torino la prima mondiale del DTUJP (Detroit-Torino Urban Jazz Project) in versione “sinfonica”, dove l’orchestra Filarmonica ’900 diretta dal M° Damian Iorio ha eseguito insieme al quartetto guidato da Cisi e Collins le due partiture commissionate appositamente ai compositori Carlo Boccadoro e James Hartway.
Tra le sue più singolari collaborazioni, su disco e dal vivo, spicca quella con il prestigioso ensemble di musica barocca La Venexiana, in cui fonde la sua personale sonorità e il suo stile in un repertorio classico che spazia tra Monteverdi e Handel. Con loro si esibisce frequentemente all’estero, soprattutto in Germania. Il suo cd, “Homecoming”, registrato per l’etichetta giapponese Albore Jazz, lo vede guidare un quartetto con alcuni vecchi compagni di viaggio: Luigi Bonafede, Rosario Bonaccorso e Francesco Sotgiu, in un programma di composizioni originali.
Nel 2015 e nel 2016 ha vinto il Jazzit Readers Poll (indetto dalla rivista italiana Jazzit) come migliore Sax Tenore italiano. A maggio 2016 ha compiuto un lungo tour in Russia riscuotendo consensi entusiastici, tour che si è ripetuto con ancora maggiore successo a gennaio 2018.
Nel 2016 è stato pubblicato il suo ultimo lavoro discografico che lo vede al fianco del pianista afroamericano Eric Reed.
A maggio 2018 il suo primo disco prodotto dalla Warner Music, “No Eyes – Looking at Lester Young” un sentito omaggio a uno dei massimi geni della storia del Jazz e “inventori” del sax tenore.
Negli anni è stato invitato numerose volte a tenere masterclass alla Juilliard School di New York.In campo didattico, dal 2010 è docente di Sassofono jazz al Conservatorio G. Verdi di Torino e G. P. Da Palestrina di Cagliari.