WOLOK “Caput Mortuum”

There was a vision…


Riconoscere i Wolok è immediato, non altrettanto si può dire del loro stile tutt’altro che facile, ed è proprio questo modo di porsi ad essere loro croce e delizia. Dopo il mai sufficientemente apprezzato esordio per Eerie Art Records intitolato “Servum Pecus”, il duo torna sulla scena con un disco implacabilmente bislacco e deviato, perfino fastidioso ed irritante. Insomma, una conferma musicale da evitare dopo mangiato che però non bissa per nulla l’album precedente particolarmente trascinante. Questo però non significa che si possa giocare con “Caput Mortuum“, avvicinarlo per diletto tenendolo come semplice ascolto di sottofondo, pena il ricevere ad ogni distrazione una frustata sul mento come ricompensa.

I Wolok, due figuri di cui credo sia meglio non conoscere le radici della loro ispirazione. Coppia artistica dalle idee liquide, melmose, sintetiche come una pasticca con inciso sopra il loro nome e mezzo per viaggiare allucinati in…

View original post 247 altre parole

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...