Racconti: UN MENAGRAMO, di Tiziana Valori

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UN MENAGRAMO (racconto breve)

“In un sogno ho visto il mare aprirsi e precipitarsi sulle coste di tutto il mondo a partire dal Giappone.”

Io che passo per di là vedo questo tipo, un barbone che arringa la folla come un Masaniello o un Robespierre.

“Insomma” faccio rivolto a quelli più lontani, “si decida. Se il mare si ritira e poi si precipita sulla costa è uno tsunami e in Giappone sono frequenti, niente di strano. Ma questo parla in tutto il mondo. Anche gli tsunami sono diventati globali, adesso? I bagni niente più? E come facciamo adesso?”

“Shhhhh!” mi impongono in tanti e sembrano tutti incavolati per averli distolti con le mie insulse ironie.

Cambio posto mentre l’oratore continua:

“Ci sarà un nuovo diluvio universale, gente! Affogheremo come topi senz’appiglio! Pentiamoci dei nostri peccati!”

Non posso esimermi dal commentare:

“E chi è senza peccato scagli…”

Vengo insolentita e, mentre la calca si rivolge a bocca semiaperta verso lo straccione che li sferza e li umilia, mi allontano di qualche metro per attaccar bottone con un’ascoltatrice discosta.

“Signora, ma lo sente quel cagnaccio? Tutti sogniamo e abbiamo tutti degli incubi. Ma li dobbiamo usare per suscitare panico?”

Quella inizia ad allontanarsi senza dirmi niente, restando in ascolto di quelle infuocate parole. E io che non sono stata ufficialmente zittita le vado dietro continuando:

“Signora, lei mi sembra di buon senso. Non bastassero i sensi di colpa che cercano di inculcarci i familiari e i confessori, ora ci si mettono anche i profeti di strada. Da ogni parte ci invitano tutti a pentirci dei nostri peccati, sennò torture per l’eternità a base di fuoco e fiamme (come se non fossero la stessa cosa). Scusi, ma lei che peccati così gravi ed eclatanti ha commesso per meritare una tale punizione?”

Sapete quella che ha fatto prima di rimettersi in attento ascolto? Ha chiamato un vigile e gli ha detto che la stavo molestando.

Tiziana Valori