Rime sparse nell’infinito, di Anna Nardelli

Prefazione di Piera Pistilli

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L’ anima si inebria della vastità di se stessa quando si concede di essere, di viversi.

Poesia è quel sospiro di vita che inonda ogni tuo senso, facendoti volare e vibrare tra sogni e realtà, tra gioia e malinconia, tra amore e sensualità, poesia è colei che ci rende realmente umani dove ogni emozione si sprigiona in noi.

In questo modo Anna Nardelli esprime ogni sua emozione scrivendo il suo sentire, affascinata da sempre dalla poetica classica di spessore e, innamorata dei canti danteschi e dalle rime leopardiane.   

Il suo stile è molto curato, sempre alla ricerca dell’eleganza e della perfezione dei grandi della poesia, nei suoi componimenti si apprezza questo tornare a un mondo ormai dimenticato.

La ricchezza espressiva delle sue rime sono pura forza emotiva mentre affronta tematiche delicate, che toccano le diverse sfaccettature dell’amore,: donne violate, rapporto madre-figli, amore malato nella coppia.

Pur essendo riservata e timida, riesce a trasferire al lettore il suo phatos che scaturisce dal dolore, a disegnarle trame delle catene a cui un male può legare il corpo, ma non il cuore di chi è sofferente.

Ama spesso ripetere a se stessa “nessuno può definirsi poeta, ma se si scrive rispettando semplici regole, si può scrivere in maniera elegante e concisa”.

Per questo il suo stile, ricercato e non comune, rende i suoi scritti facilmente a lei riconducibili, le sue poetiche trasmettono messaggi di difficile accesso mediatico, come la violenza psicologica o il vissuto di un animo depresso, ma anche grandi emozioni, come l’amore per una persona o la necessità di amare se stessi.

Rime sparse nell’infinito per denunciare i soprusi e l’ ipocrisia del tempo moderno in cui il sofferente è un peso senza utilità. 

Rime sparse per cantare la bellezza di un modo a colori.

Rime sparse per diffondere l’arcobaleno. 

RIME SPARSE NELL’INFINITO
Rime sparse nell’infinito
di questo cuore poetico,
nella vaghezza delle chimere
ove trova sempre riparo
ove incanto si ode nel vento
nell’animoso tempo
in rintocchi indefiniti
e silenti di attimi vibranti.
Mi perdo in odorosi viali
mi perdo in acque cristalline
di leggiadra fantasia
in poesia mi immergo.
In incantevoli mondi
sento il sospiro di un passato
di poeti che stringono
con sonetti e canti
i miei più vivi sensi.
Aleggia quel senso
di infinito verso un io
finito in un sentito effluvio
di un riverbero verso
spazi fioriti d’ amore.

OCCHI SPENTI

Guardo affranta i tuoi occhi spenti
da quel male tuo resi ormai silenti
in un gran dolore sempre stretti.

Soffocata dalla tua immensa tela
negli anni sempre più annientata,
cinta da quell’enorme ragnatela
per sempre bozzolo sei diventata.

Mai le tue dolci ali hai dispiegato
mai il volo nel cielo hai spiccato,
ogni sentire ti sei sempre negata
ogni emozione hai allontanato,
e quel tuo triste cuore hai lasciato
che da nubi nere venisse soffocato.

L’anima hai tristemente abbandonato
nell’ aridità di un gran deserto 

tra le spine di un rovo di rose
ove ogni turbamento su di te ha vinto
e l’amore per la vita ha distrutto.

Ti guardi allo specchio continuamente
ma mai una volta ti sei realmente
vista, mai realmente ammirata,
dal tuo vecchio io ti sei allontanata
e il mal di vivere ti ha dilaniata.

Vorrei guarire la tua lacerata ferita
in un abbraccio alleviare il tuo dolore
farti sentire nel bacio la beltà della vita
in piccole emozioni chiamate amore.

DESIDERIO DI VITA
Desidero con il cuore planare
tra stelle e sogni lucenti
ove i miei intensi tormenti
vi possa a lungo posare
e da esse gli accorati
pensieri di nuova luce adornare.

Vorrei le acque salmastre
sulla mia pelle sentire
e tra il blu infinito del mare
perdermi per nuovamente vivere
la mia essenza giovane e persa,
e nelle mie membra godere
di quella forza chiamata amore.

TI HO CHIAMATO AMORE 
Ti ho chiamato amore 
quel giorno di sole 
che con dolcezza 
mi hai cinto nel cuore. 
Il tuo sguardo delicato
nell’anima mia penetrò 
come freccia di cupido
scoccata nel palpito mio.
Mi hai sorriso del sorriso 
più lucente avvolto da 
passione che di luce 
splendente mi immergeva 
con veemenza nel tuo sé . 
Mi hai chiamata Amore 
quel giorno d’estate 
quando i nostri cuori 
rapiti d’amore si unirono 
nel vento caldo della vita. 
Per sempre unite le nostre anime 
si accesero di vivo incanto.
È con te che mi perdo 
nell’eterno e infinito sentire,
è con te che avvolta d’amore
vivo intensamente la vita
che forte mi cinge, 
è con te che mi sento essenza
vivendo nella tua bellezza.