Giacomo Picchi

FOLLE SPERANZA

Figurati Bologna nella sera
sul rosso del tramonto un fiocco scioglie
una candela che fiorisce il ghiaccio
ti tocca dove Dio puntò la mano.
Figurati mattoni nel mio petto
portici schiusi per i tuoi racconti
conditi da schiamazzi d’Adriatico.

Figurati lassù sulle due torri
le braccia verso un cielo di bisogni
respiri il vento, porta via la nebbia
su quelle mani merlate di vita
che compagni leggeri fanno in fretta
allattati a speranze, cantando i rosari.

Per noi la vita è in ferie nella notte
in sottovesti di seconda mano
lenzuola di una madre senza dote
scaldate sopra il nostro abbraccio strano
fra te e l’innocente tentazione
scolpita sulla dignità dei pezzi
voltandomi chiedevo “Tu che pensi?”.

Se i tuoi capelli un giorno avrai salati
con tramonti o montagne americane
Bologna sarà come marmo chiaro
ci accudirà tenendoci per mano
portandoci come bambini nati
al nostro nuovo asilo di Amore lacerato.

MURI DI PIETRA

Tra lettere e sfondi variopinti
ti ho vista a distanza
mentre ti parlavi e mi dicevi
che sei come un bruno muro
di pietra. Diviso tra venature
come fiumi duri, solcato
dalla malta del passato che tiene
su insieme i tuoi sassi
a difesa dell’anima.
Come un pozzo intorno
come un dritto fondale
di granita durezza.
Ma tu sei una roccia che splende
e sfila sulla pellicola del passato
facendo mostra
di una bellezza fragile
come una goccia di guazza
sul filo d’erba che si bagna di sole
nel mattino di inverno.
Non c’è differenza e tutti siamo muri
siamo scalate effimere e corpi
ondeggianti nelle nebbie
che tra tempo e tempo ci illudono
di compiangerci o realizzarci
oppure avere un senso.
E in mezzo a queste convinzioni acerbe
tra le righe del non esserci
quello che conta è come ci sgretoliamo,
conta se ci facciamo sabbia
per le carezze del vento che arriva
e che vuole portarci via.

Giacomo Picchi

• Nota biografica

Giacomo Picchi è nato a Figline Valdarno (Firenze) nel 1987 e vive a Pavia. Si è laureato in Scienze Politiche presso la Facoltà Cesare Alfieri dell’Università di Firenze, si occupa di Risorse Umane e ha lavorato in alcune importanti multinazionali. Appassionato di letteratura e poesia, le sue liriche sono apparse sull’Antologia del Premio Letterario “Ossi di Seppia” 2019, sulle Antologie “Bouquet” e sulla rivista Luogos, edite entrambe dall’Associazione Culturale Giglio Blu di Firenze, di cui è socio. Nel 2019 ha ricevuto una menzione speciale per la poesia inedita al Premio Letterario Nazionale “Città di Conza della Campania” e nello stesso anno ha vinto il Premio Letterario Internazionale “J. Prevért” con la silloge inedita intitolata “Muri”, che sarà pubblicata nel 2020 dalla Casa Editrice Montedit.