Momenti di Poesia. L’ultima storia, di Giuseppe Pippo Guaragna

L'ultima storia

L’ultima storia

Ed è lontano il cielo, e s’allontana,
quando lo guardi, che sia giorno o notte,
con gli occhi dalle lacrime velati,
quando ti basterebbe, e lo sai bene,
un sorriso di meno, una carezza,
una parola in più che scaldi il cuore.

Ci perdiamo così nell’infinito,
noi fragili creature, nella notte
con la sua veste di velluto nero,
coi suoi enigmi irrisolti e ci propone
i riflessi di verità lontane,
gelido e senza stelle il firmamento.

E restiamo così, in balia del tempo,
solo signore delle nostre vite,
che ci prende per mano e ci conduce
per quel sentiero a tutti sconosciuto,
che c’è venuto in dono a prima luce
e si orienta soltanto ad Occidente.

E serve a poco stendervi tappeti
che vengono da Oriente, e son tessuti
da vecchie mani aduse alla bellezza,
per rallentare il passo ed il cammino.
Non aspetta il tramonto, è già al lavoro,
e scrive sulla porta il suo finale.

GPG