Giuseppe Leccardi, foto: Davide Carella

VERITÀ NASCOSTE

Se mi vedi è perché sto altrove
su strade di silenzi e di frontiera
che corrono le valli del disgelo
fra monti senza neve né memoria.

Solo le ombre fissano il confine
al volo delle aquile, al pensiero
ed oltre il blu del cielo e la sua luce
risplende l’orizzonte del mistero.

Formica che si perde in una crepa
dell’intonaco d’un muro screpolato,
nel ciuffo d’erba magro, sofferente
che spunta dal cemento o dall’asfalto.

L’uomo è un nano che s’affanna
alla ricerca di verità nascoste
nelle pieghe dell’anima e del tempo
ma invece di certezze e di risposte,
trova soltanto briciole di pane.

DECLINO

Arriveranno i giorni del declino
inaspettati, muti, in processione
con ceri d’albe grigie indifferenti.
Perduti avrai gli affetti familiari
lasciati i libri amati, ogni ricordo,
l’ascolto delle voci dell’inconscio.
tra le pareti amiche della casa.

Percorrerai le scale ed i cortili
di edifici freddi, inaccoglienti
e lunghi corridoi di marmo, ostili.
Si chiuderanno con rumori secchi
dietro di te le porte già varcate
e sorretto da robuste braccia
sarai portato dove non vorresti.

Resterai solo dentro l’onda amara
di mille, innumerevoli pensieri,
nell’ombra delle stanze del silenzio.
Sarà l’ora del distacco, l’abbandono
fra gente sconosciuta ed infermieri,
perfetto intruso in un mondo alieno.

Giuseppe Leccardi

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