Attentato in Iraq, gravi i cinque feriti italiani,: un soldato perde una gamba, per un altro danni al piede

Colpito un convoglio di addestratori. Due militari amputati. Appartengono alle forze speciali

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di Marta Serafini

Uno scoppio. Poi il fumo, le urla, le grida. E il dolore. Sono le 11.16 (le 9.16 in Italia) quando uno Ied, un ordigno artigianale, esplode. Più di novanta chilometri a Sud-Est di Kirkuk, la zona contesa tra curdi e iracheni, 170 chilometri a nord di Bagdad. Il convoglio della Task force 44 — un gruppo di forze speciali simile a quello attivo in Afghanistan — e composto da una ventina di uomini è di ritorno da una missione. Attività di mentoring e training (supporto e addestramento) alle forze locali, impegnate nella lotta contro l’Isis, viene chiamata in gergo. I mezzi sono blindati.

Ma — la dinamica è ancora da chiarire — la deflagrazione investe cinque incursori italiani, due parà del nono reggimento d’assalto Col Moschin dell’Esercito e tre del Goi, il gruppo operativo incursori della Marina. Uomini addestrati, il meglio delle forze armate italiane.

Mancano poche ore dall’anniversario della strage di Nassiriya che nel 2003 vide cadere 19 militari italiani. E sono settimane che nell’area la tensione resta alta. Al mattino sono stati condotti raid contro l’Isis. Le forze di sicurezza irachene hanno avviato un’operazione al confine tra il governatorato di Kirkuk e quello di Salahaddin sempre in funzione anti jihadista. Inoltre la regione è piena di mine e ordigni. Anti carro, anti uomo, resti mortali di guerre passate e presenti.

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Dopo l’esplosione, interviene il personale medico del reggimento incursori. Nell’aerea atterrano gli elicotteri statunitensi. I feriti vengono evacuati all’ospedale militare di Bagdad. «Nessuno è in pericolo di vita», battono le prime agenzie. Ma il bilancio è drammatico: 5 feriti, tre sono gravi. Uno di loro subisce l’amputazione della gamba, il secondo quella parziale del piede e riporta una frattura grave alla gamba, al terzo vengono ricuciti gli intestini. L’ambasciatore italiano a Bagdad Bruno Antonio Pasquino si attiva immediatamente. Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini messo al corrente dal capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Enzo Vecciarelli, informa il presidente Sergio Mattarella e il premier Giuseppe Conte… continua su: https://www.corriere.it/esteri/19_novembre_11/iraq-bomba-contro-forze-speciali-feriti-cinque-italiani-tre-gravi-dbe4a878-044c-11ea-83e5-874bd48f0bf6.shtml