LETTERA A BABBO NATALE

Io quest’anno mi ci metto per tempo, perchè poi non vorrei che andasse perduta tra tante altre, oppure dimenticata perchè ve ne sono arrivate troppe, insomma io scrivo la letterina a Babbo Natale e la invio stasera…sono sicuro che sarà la prima!

Carissimo Babbo Natale,
io diversamente non so il tuo nome e continuo a nominarti in questo modo, poi se davvero ti chiami Natale e magari è un diminutivo di Natalino, o semplicemente ti fai chiamare dai tuoi folletti aiutanti, soltanto Nino non ha importanza, per me sei Natale, come Natale è il giorno che nasce Gesù Bambino. Allora, caro babbo Natale, è un anno preciso che non ci sentiamo, purtroppo te non ti vuoi aggiornare e non ti trovo in nessun social particolare, almeno la faccina su Facebook te la potevi fare…..te non immagini nemmeno cosa sia chattare, poterti sentire via vocale, oppure condividere foto dei luoghi dove vivi e io potrei invece contraccambiare con la mia umile dimora, ma….ma te non hai di queste cose e bisogna aspettare un anno intero per poterti ricordare.
E allora si prende la classica e antica penna e un enorme foglio bianco, e si inizia a elencare i desideri che ardono nel cuore, o almeno ci proviamo, perchè lo so che te sei tanto buono ma che tutto e tutti non puoi soddisfare, anche te hai limiti, se non altro di fatturazione, non comprendere male il termine, te non hai problemi di fatturazione elettronica…..intendo di costruire, di fare, di preparare.
Hai tanto lavoro da svolgere e da comandare, non puoi certo fare tutto da solo, hai assunto dei folletti a orario pieno e non a orario saltuario o provvisorio, i tuoi prodotti finiscono a Dicembre ma già a Gennaio sono in costruzione! E i tuoi folletti aiutanti mica sono onerosi, io penso che lo facciano più per passione e per amicizia, e non sei certo te quello che assume a nero, che brutte parole, darai il giusto onere pattuito e che a loro è andato bene, e vedi allora che sei indaffarato a tenere tutti questi conti e a compare le materie prime per potere realizzare.
Già ti penso al mercato a comprare le farine, i cacai, le uova, e i pistacchi o i pinoli, per poi fare dei buoni dolcetti che non puoi farti mancare quando distribuisci volontariamente a quei bambini che non hanno da mangiare, ti vedo in falegnameria a scegliere le tavole, le assi, le cornici, per costruire i giocattoli didattici che ora vanno tanto di moda, in legno naturale, non trattati chimicamente e lucidati con cera d’api presa direttamente dalle arnie che te possiedi.
Ti vedo in una fabbrica di materiale plastico, ma sai scegliere la plastica non nociva, quella riciclata e quella senza alcun colorante aggiunto, quella che non fa male se assunta sulla bocca , perchè te sai che un bambino piccolo è l’unica cosa che sa fare, mettere in bocca.
Ricordi caro babbo Natale, quando tantissimi anni fa invece che della plastica usavi la latta, mamma mia com’era pericolosa, però era anche tanto bella, sapevi costruire aeroplani, auto e pure pupazzi…..meno male che non è più usata, altrimenti ti saresti trovato in rovina, nessuno più la desidererebbe.
E con il virtuale allora come te la cavi, tutta questa nuova tecnologia, ipad, ipod, questi giocattoli telecomandati, con luci e sensori, alcuni si muovono al sentire la propria voce, altri volano e sono difficili da fermare, luci, computer, basi musicali, frasi comuni enunciate, buongiorno oggi è bello, buonasera si va a letto……certo devi proprio essere un grande genio per poter realizzare tutti questi sogni, che poi non credo siano sogni di bambini ma di alcuni grandi che si sono trovati nel progresso già adulti e per non perdere questa occasione incitano i loro figli in questa direzione.
Caro Babbo Natale, ora dopo questa lunga chiacchierata, ma ripeto, è un anno che non ti sento, dovrei anche io fare una richiesta, ma cosa dirti….ho tentato spesso di chiedere la pace, ma giustamente te mi rispondi sempre, quella non la posso costruire, allora spesso ho optato per la salute, e di quella mi hai sempre detto dipende dal Signore, la fortuna non mi interessa e poi mi diresti che te non sei la Zecca, e allora cosa mai posso desiderare…..senti babbino mio caro,
ti chiedo una cosa solamente, ma non occorre che tu la costruisca, o la chieda in prestito al Signore, o la debba coniare, ti chiedo se per un anno, uno solo, uno e basta, quello di questo anno…..se non ti fai vedere e vedrai che forse a tanti potrai di nuovo mancare e allora quest’altro anno chissà quante cose dovrai fare, un triplo di quello del normale. Si ti chiedo con tutto il mio cuore, Babbo Natale quest’anno non venire, perchè vorrei davvero che quest’altro anno si ritornasse a desiderare il vero Natale.

Roberto Busembai (errebi)

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