La poetessa e scrittrice Maria Cannatella si presenta ai lettori di Alessandria today e Alessandria post

di Pier Carlo Lava

Alessandria today e Alessandria post sono liete di presentare ai propri lettori la biografia della poetessa e scrittrice Maria Canatella. La poetessa è da tempo presente e apprezzata dai lettori che conoscono le sue poesie e i libri che ha scritto e pubblicato, ora la conosceremo ancora meglio attraverso la sua biografia che ci ha gentilmente inviato e che con piacere pubblichiamo.

Maria Cannatella.jpg

Note biografiche

Sono nata a Palermo, ed ho vissuto nella mia città natale fino ai miei trent’anni, sono la seconda di sette figli, ma mi sono sentita sempre come fossi figlia unica, a casa mia ciò che mi è sempre mancato la figura più importante, cioè, una madre, non che non l’avessi, ma era ed è un tipo molto freddo, non si è mai creato un rapporto tra noi, ma lei con tutti i figli è stata cosi, infatti quando avevo venti anni sono andata via di casa, avevo la mia libertà economica non era poco. Un giorno stanca di sopportare andai via, nessuno della mia famiglia è venuto a cercarmi, così per mantenermi ho lavorato come una matta ma però avevo la tasca abbastanza piena rispetto ad oggi. Sono stata sette anni a vivere da sola, poi ho conosciuto mio marito e nel 95 ci siamo sposati.

Insieme siamo andati a vivere a Norimberga, perché lui lavorava in un ristorante, anche io lavoravo in quel ristorante al bancone del bar, mi piaceva parecchio, ma non mi piaceva stare in Germania, la lingua non mi ha aiutato per nulla, non sapevo spostarmi da sola e questo mi metteva in crisi. In quel ristorante si parlava solo in italiano. Mi sentivo un pesce fuor d’acqua, alla mia destra c’era una finestra dove vedevo una strada ed alla mia sinistra un semaforo. Tutto era triste, infatti dopo otto mesi proposi a mio marito di ritornare a Palermo, anche se sapevo che non era facile lavorare. Poi siamo rimasti due anni ancora a Palermo, sperando di sistemare tutto, ma invece era difficile, lavoravamo saltuariamente, non era facile con l’appartamento e tutto il resto, così stanchi un giorno erano scesi da Bergamo i suoi cugini, decidemmo di chiedere aiuto a loro e con santa pazienza in meno di una settimana, eravamo anche noi a Bergamo. La voglia di lavorare era tantissima, in tasca avevamo 500 mila lire che me li diede mia suocera. Nel giro di due settimane già lavoravamo entrambi. IO in un’impresa di pulizie, un po’ quello che ho sempre fatto non avendo studiato, perché ho solo una licenza media inferiore, mentre lui in una fabbrica di guarnizioni. All’inizio avevo la testa al lavoro, ma dopo un mese mi resi conto di non vivere più a Palermo, nella mia città, mi venne un po’ di malinconia, ma avevamo tanti progetti. Eravamo soli, senza parenti intorno, la mancanza dei familiari si faceva sentire soprattutto in estate e durante le feste natalizie. Nel 2001 stanchi di tutto ci trasferimmo a Mestre, mi piaceva il posto, era molto bello e la gente molto gentile, non come ero abituata a Bergamo, ma durò solo pochi mesi, perché ci furono problemi di ogni genere ed allora nel settembre 2001 decidemmo di ritornare a Bergamo, questo comportò altri cambiamenti nella nostra vita, ad iniziare il paese, dove ancora oggi vivo, spese di vario genere ed altro.

Avevo un buon lavoro anche se sempre di pulizie, un buon contratto di sei ore al giorno, non era male. Con mio marito i primi otto anni siamo stati bene, nel 2003 nasce mio figlio Simone, rimasi a casa sia per la gravidanza che per il resto, la cooperativa dove lavoravo se volevo rientrare mi proponeva un lavoro a trenta chilometri dal paese in cui vivevo, non accettai per tanti motivi, ma soprattutto perchè non avevo nessuno che potesse aiutarmi con mio figlio. Rimasi a casa con lui, certo i soldi non bastavano, ma intanto non avevo alternative. Nel settembre del 2004 lui andò al nido ed io trovai un lavoro in albergo come cameriera ai piani, un bel lavoro, anche se dovevo lavorare anche il sabato e la domenica, tutto questo durò fino alla gravidanza inaspettata di Sara, nata ad agosto del 2007, anche con lei gli stessi problemi con il lavoro, solo perché le cooperative non ti garantiscono un rientro nello stesso posto di lavoro. Tanti problemi per nulla, dalla nascita di Sara il rapporto con mio marito si era completamente inclinato, ho cercato di portare avanti un matrimonio che da anni non c’era più. Nel 2009 lui perde il lavoro, altri problemi si aggiunsero a tutto il resto. Tutto il peso della famiglia lo avevo sopportato io ed ancora lo sto sopportando. Appena la bambina iniziò la scuola materna io ripresi a lavorare per mandare avanti la famiglia, ma stavo andando via io con la salute, perché tutta quella stanchezza, mi stava facendo morire sul serio, nel 2012 un intervento al cuore per la sostituzione della valvola meccanica aorta mi ha reso impotente, su un letto di ospedale, dove sono stata un mese, i miei figli erano piccoli, mi sono sentita sola, ma infondo lo sono sempre stata, ancora oggi lo sono, non è stato nulla facile, affrontare sempre i problemi da sola, ecco il motivo della figura importante di cui tutti abbiamo bisogno. Ma anche questo momento della mia vita lo avevo superato, certo il mio fisico ero molto stanco e debilitato, ma soprattutto ferito da troppi eventi, non pensavo di subire un intervento in pochi giorni, di corsa perché stavo troppo male.

Durante la mia convalescenza mi resi conto davvero che era giusto che mi separassi, ero arrabbiata con lui, anche se lui non aveva nessuna colpa perché si era ammalato di depressione, ma io non capivo i suoi comportamenti, non sapevo come giustificarli, era tutto nuovo per me anche la sua malattia, credo che la colpa sia solo del destino, noi non abbiamo avuto colpe, ognuno si è ammalato in modo diverso. Nessuno mi aveva spiegato cosa in realtà fosse davvero la depressione, non sapevo come agire e come comportarmi. Anche per me tutto era nuovo.

Dal 2013 inizia la separazione in casa, ero stata io a volerlo, ero arrabbiata perché stavo quasi per morire, il troppo lavoro ed i dispiaceri hanno fatto tutto il resto.

Non è stato facile per lui accettare questa condizione, nel 2015 la separazione legale, mi era sembrata di rinascere perché lui era andato via a Palermo per un anno. Sono stati tutti questi episodi di solitudine e malinconia che mi hanno fatto iniziare a scrivere, avevo voglia di svuotare la mente, un po’ ho raccontato di me nelle mie poesie, forse per non ammalarmi di depressione anche io.

Nel 2015 pubblico il mio primo libro di filastrocche, nato così per caso, da li ho iniziato a capire che il mondo dell’editoria è molto complicato, io nemmeno stavo sui social, tutto mi sembrava difficile.

Nel 2017 pubblico due libri. Uno ancora di filastrocche a marzo, poi a luglio il mio primo libro di poesie OLTRE LE APPARENZE.

Anima Ribelle di Maria Cannatella.jpg

Ho notato che più profonde sono le mie cicatrici e più belle nascono le mie poesie, dietro ogni poesia c’è sempre tanto dolore. Così ho iniziato a partecipare a qualche concorso, il primo è stato un concorso sui social, dove ho conosciuto lei Pier Carlo, che mi ha spronato a pubblicare sul suo blog le mie poesie piene di errori, oggi mi vergogno moltissimo per questo, ma credo di essere migliorata tantissimo. Nel 2017 in un concorso mi classificai ad un terzo posto, su 445 liriche. Ho pianto per un mese, l’emozione è stata davvero grande, da quel concorso, ho iniziato a partecipare ad altri. Ricevendo tantissimi premi tutte le volte, quindi questa per me e’ la conferma che le mie poesie piacciono. Intanto nel 2016 inizio ad avere nostalgia di Palermo, forse per la separazione, così inizio a scrivere liriche in dialetto siciliano, ogni poesia ha un pezzo della mia vita nascosto, anche con il dialetto ricevo sempre grandi premi, tra cui un premio per una lirica dedicata a mio padre nel mio nuovo libro Anima ribelle.

Perché anima ribelle? Perché intanto qualcuno mi ha fatto arrabbiare per la mia separazione, ed allora ho deciso di ribellarmi. Anima ribelle nasce ad aprile del 2019, contiene una raccolta di poesie, tra cui 12 liriche in dialetto.

Sono molto cambiata in questi anni da quando mi sono separata, non ho potuto studiare perché eravamo sette figli, ma ho sempre cercato di migliorare me stessa con il tempo, ho imparato ad usare un po’ il Pc proprio per poter scrivere. Ancora oggi lavoro in una cooperativa di pulizie, sono la signora che si alza al mattino alle quattro ed alle cinque è già al lavoro, ma nel mio paese tutti mi guardano con strani occhi, poco mi importa, io so chi sono, anzi da quando scrivo sono ancora più diffidenti nei miei confronti, ho solo un’amica nel paese dove vivo.

Il mio comune di appartenenza è stato il primo a chiudermi la porta in faccia, non importa a nessuno se scrivo, io per loro non esisto. Evidentemente essere la signora delle pulizie per loro è una vergogna, non per me che devo mantenere la famiglia.

Ho un contratto di 15 h settimanali, non è facile la mia vita, ed in più ho anche l’ex marito che vive a casa con me perché nessuno vuol dare a lui una casa, il comune non vuole, quindi dividiamo l’appartamento ma sono io che mi occupo di tutto perché lui non lavora, ed in più ancora dopo 4 anni nemmeno l’ INPS vuole darmi gli assegni dei miei figli, ecco perché scrivo, altrimenti sarei già impazzita.

Voglio lasciare ai miei ragazzi un bel bagaglio culturale moto ricco e spero di riuscirci.

Ho presentato Anima ribelle a Milano, grazie ad una mia grande amica, a breve dovrei presentarlo in altri due comuni, ma tutto è sempre molto difficile, nessuno ti ascolta e perdi anche i libri. Ho portato libri ovunque ma a nessuno importa di me.

Le mie poesie nascono per caso, forse per colpa di un dolore vissuto, io lo so che c’è tanta malinconia in loro, ma la poesia è uno stato d’animo, ed il mio è quello.

Di ogni poesia mi ricordo bene il momento in cui l’ho scritta, perché l’ho scritta e per chi l’ho scritta, ricordo lo stato d’animo di quel momento.

Oltre alle poesie già pubblicate ho altre 400 circa poesie nel cassetto, insieme a 30 favole, filastrocche e racconti, mi piace molto scrivere la satira, nata per tutte le ingiustizie che ho subito in questi ultimi anni, spero di farne un buon libro un giorno.

La mia più grande ispirazione arriva dalla musica, dalla vista e dall’udito. Da quando mi sono ammalata ho imparato a guardare con altri occhi tutto ciò che mi circonda, ad ascoltare, catturare anche una singola parola che magari agli altri sembra inutile, ma io colgo il suo significato, anche gli amici mi ispirano tanto, a loro dedico tante poesie, a volte non dico nulla, ma dopo averle lette capiscono che quella poesia è nata per loro. Amo le belle canzoni, tutte, purchè abbiano un senso, non le canzoni di oggi che di senso ne hanno ben poco. Mina è per me la più grande voce in assoluto per la musica italiana, è stata mia grande amica e compagna, grazie alle sue meravigliose canzoni, anche dalle canzoni ho fatto nascere qualche poesia, con una singola parola.

Ho tanti progetti per il mio futuro, il prossimo libro sarà un romanzo, voglio concentrarmi sui romanzi e su altre cose che potrebbero darmi più soddisfazioni e chiaramente qualche soldo in tasca per poter mantenere i miei figli, ho anche aperto due pagine sui social e spero di riuscire in tutto quello che voglio fare.

Voglio raccontare storie vere di gente, perché ognuno di noi ha una sua storia, ed io piano, piano voglio raccontare le storie dei miei grandi amici, storie che solo io conosco, ma che siano anche di esempio a tutti noi, perché si soffre in silenzio a volte, ma non sappiamo perché le persone che abbiamo accanto soffrono.

Ho scritto dieci canzoni, voglio diventare autrice di canzoni, spero di farcela.

Sto scrivendo un romanzo molto delicato che parla della depressione.

Vorrei pubblicare tanti libri, ma con la tasca vuota non è facile, ho fatto davvero tantissimi sacrifici per tutto e spero un giorno poter davvero raccogliere questi frutti.

Ciò che mi fa arrabbiare è l’indifferenza delle persone, ho portato il mio ultimo libro alla biblioteca del mio paese il 23 maggio 2019, ancora nessuno si è disturbato a rispondermi. Ma anche ad un bar libreria letterario, ma niente, addirittura all’Eco di Bergamo, ma ancora niente.

Perché la gente non si prende nemmeno la responsabilità di rispondere, qualcosa non funziona, non credo sia giusto comportarsi in questo modo con le persone, ad iniziare da Albano Sant’Alessandro, il paese dove vivo. Ma non mi demoralizzo, anzi spero un giorno di riuscire in quello che voglio e dopo sarò io indifferente con tutti coloro che mi hanno snobbato in questi anni. Ho tantissimi premi a casa e tanti diplomi, se li ho ricevuti qualcosa di buono in me ce.

Nel settembre di quest’anno è stata inaugurata la nuova piazza del paese, dedicata a Giovanni Falcone, alla moglie e agli agenti della scorta, io sono stata felicissima.

Intanto perché è venuta la signora Tina Montinaro, moglie del capo scorta Antonio, ed io davanti a tutti ho regalato il mio libro Anima ribelle, non potevo essere più felice, dato che sono ignorata, una grandissima emozione da parte mia, ed ho regalato tre poesie ancora inedite che parlavano di mafia, ma anche per me con questa piazza come se un pezzo di Palermo fosse venuto a vivere in questo paese.

Ho promesso da anni una vacanza ai miei figli, spero di poter mantenere un giorno anche questa. Negli ultimi anni ho cambiato la mia vita, ho aggiunto alla famiglia un gatto ed un cane, non avevo mai provato emozioni più belle di queste.

Spero anche di scrivere un libro sul mio amore Dory e del mio gatto.

Ho pochi amici, ma buoni che mi vogliono bene da morire, questo mi basta, un giorno scriverò la mia auto biografia, credo che la gente si spaventerà dopo averla letta perché ho voglia di raccontare tantissime ingiustizie che ho subito dopo la mia separazione. Spero per il prossimo Natale 2020 di presentarvi il mio primo romanzo.

Adesso manca poco, come poco è il tempo che posso dedicare al mio hobby, che poi ormai è diventato parte di me a tutti gli effetti.

I miei romanzi spero di poterli ambientare tutti a Palermo, solo uno farà parte di questo paese, perché è nato qua.

Sono una persona molto riservata, solo chi mi conosce bene sa chi sono e come sono davvero. Sono una persona molto semplice, educata e rispettosa nei confronti di tutti, ci sono persone che dietro un cellulare si offendono, a me non piace questo.

Di Palermo chiaramente mi manca il mare, i suoi profumi e tutto il resto che qua non c’è.

Grazie per tutto Pier Carlo.