Cina: La lingua segreta delle donne, di Stefania Pellegrini

Cina: La lingua segreta delle donne, di Stefania Pellegrini

Circa 2.500 anni fa, in Cina nasceva il Nu Shu, un linguaggio segreto, strettamente riservato alle donne e tramandato di madre in figlia. 

Un vecchio proverbio dell’epoca dell’imperialismo cinese affermava:” meglio avere un cane che una figlia”…  In quell’epoca lontana la società era fortemente votata al maschilismo, l’uomo deteneva il potere (lavoro, famiglia, pubblica amministrazione) e le donne, oggetto di discriminazioni quotidiane, erano considerate esseri inferiori, utili solo alla procreazione e al soddisfacimento dei desideri maschili.

Furono le donne analfabete e senza educazione formale a inventare il linguaggio e questo originale e unico sistema di scrittura fu mantenuto segreto per secoli. Rappresentò un modo per difendersi dagli uomini e per dare un senso alla loro stessa vita.
Il Nu Shu trovava espressione nella quotidianità e veniva letto con una speciale forma di canto, durante le riunioni in cucina e mentre si ricamava.

Aveva la funzione di rinforzare la sorellanza tra le donne unite nella stessa sorte, e di trasformare il grigiore della vita quotidiana in una sorta di fuga fantastica colorata. Le parole segrete aiutavano a liberare emozioni profonde, la malinconia di tutti giorni e a sfogare il risentimento nei confronti della dominanza maschile.

Nu Shu significa, proprio “scrittura delle donne” ed è composto da 7.000 caratteri di forme curvilinee, caratteri che spesso venivano ricamavano sugli abiti come se fossero dei disegni.

L’ultima donna che conosceva il vero significato del linguaggio è morta da circa quindici anni e con la sua morte è tramontata definitivamente un’epoca, l’epoca della discriminazione sessuale.

Le donne in Cina oggi, non hanno più bisogno del Nu Shu, avendo quasi raggiunto la parità reale con gli uomini. Lentamente sta, anche, tramontando la predilezione dei genitori verso i figli maschi, ma la lingua rimarrà per sempre nella storia a testimoniare la passata oppressione delle donne nella società cinese e nel mondo.

Ispirato al Nu Shu nel 2004 è uscito il romanzo “Le parole segrete di Jin-Shei”di Alexander Alma
La storia narra di un non definito regno dell’antica Cina, in cui a regnare sono le donne, ( legate da un linguaggio segreto, tramandato da madre in figlia da tempi immemori) dove si intrecciano i destini di alcune coraggiose ragazze legate tra loro da un sacro vincolo di sorellanza. Nove donne del circolo Jin-Shei: un’alchimista, una guaritrice, una sacerdotessa, una donna soldato, una zingara, una viaggiatrice, un’artista, un fantasma e un’imperatrice, dovranno lottare contro un mago malefico (che per mantenere la propria giovinezza si nutre della linfa vitale degli altri esseri umani, preferibilmente ragazze vergini..) e contro le loro stesse paure…

 

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