Intervista a Bruno Volpi scrittore alessandrino che ci parla del suo libro “L’occhio di drago” – le indagini del Commissario Badalotti

di Pier Carlo Lava

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Note biografiche dell’autore:

Bruno Volpi, alessandrino, classe 1960, è laureato in Scienze Geologiche e lavora in una delle principali aziende italiane del settore energetico, nell’area della Ricerca ed Innovazione. Appassionato d’arte e letteratura italiana contemporanea, dal 2014 scrive poesie, favole e brevi racconti di genere narrativo e giallo/noir e collabora attivamente con le redazioni della rivista “Il salotto degli Autori” e del quotidiano online “Alessandria Today”. Le sue opere hanno ottenuto riconoscimenti in concorsi letterari nazionali ed internazionali: in particolare è stato premiato come vincitore assoluto del Concorso Nazionale “Fuori dal Cassetto” 2019 e del Concorso Letterario Internazionale «Trofeo Penna d’Autore» 2018 per la narrativa ed è risultato tra i vincitori del Premio Nazionale Letteratura Italiana Contemporanea, dal 2016 al 2018 e del Premio Letterario Europeo Massa Città Fiabesca 2019. Nell’ambito della letteratura giallo/noir, vincitore del Concorso Notti Nere 2017 e finalista del Concorso Giallo in Provincia 2017 e del Premio Giallo Indipendente 2018. È in pubblicazione la raccolta di fiabe “Mamma, ti racconto una storia” Laura Capone Editore.

L'occhio di drago

L’intervista:

Bruno Volpi, alessandrino, geologo di professione, scrittore per passione. In questi giorni esce il tuo romanzo giallo “L’occhio di drago” Erba Moly Editore. Vuoi presentarti ai nostri ascoltatori?

Volentieri! Come hai detto bene tu, lavoro come geologo nella principale industria italiana dell’energia, nel settore della ricerca petrolifera. Lavoro a San Donato Milanese, ma vivo ad Alessandria, che è la mia città natale. Sono appassionato di arte, soprattutto di pittura dell’ottocento e primo novecento e di letteratura contemporanea, soprattutto del filone giallo-noir. Sono tifoso dei grigi, la squadra di calcio della mia città. Che dire ancora? Collaboro con la redazione della rivista “Il salotto degli autori” e con il quotidiano web “Alessandria Today”. E nel tempo che mi rimane, scrivo.

Ecco, parliamo appunto di te come scrittore. Come ti è nata questa passione?

Tutto è nato un po’ per caso: assistendo a presentazioni di libri, mi è venuta voglia di provare a cimentarmi anch’io nella scrittura. Era l’autunno del 2014 quando terminavo il mio primo racconto giallo “Delitto a Villa Palmieri” che è poi stato pubblicato in un’antologia dal titolo GialloScuro, Carta&Penna Editore. E da lì sono venuti un’altra quindicina di racconti, una decina di favole, altrettante poesie e ora questo romanzo, L’occhio di drago, appunto.

Veniamo allora al romanzo. Una storia ambientata nella nostra città. C’è una ragione particolare per questa scelta?

Alessandria è una città che forse di primo acchito non conquista come altre più note, ma se ci vivi finisci per innamorartene e aver voglia di parlarne anche agli altri, a chi leggerà le tue storie. In aggiunta, se in un libro parli di un luogo che non conosci, ti scoprono subito perché non riesci a trasmetterne l’atmosfera, che è ciò che ho cercato di fare in questo mio primo romanzo giallo. Lo stesso protagonista, il commissario Luigi Badalotti, somiglia un po’ alla nostra città e alla sua gente. Si potrebbe dire che, senza essere un uomo appariscente, pagina dopo pagina penso che saprà conquistare l’affetto e l’ammirazione dei lettori.

Hai introdotto il protagonista, il commissario Badalotti. Ma, in realtà, c’è anche un ispettore che lo aiuta nelle indagini.

Aiuta forse non è proprio il termine appropriato. Ho volutamente creato un certo dualismo conflittuale tra Badalotti e il suo vice, l’ispettore Mario Gianetti. Gianetti è giovane, aitante, cultore della forma fisica e molto sensibile al fascino femminile; Badalotti, pur essendo anche lui sensibile al fascino femminile, è però l’esatto opposto, anche dal punto di vista fisico, taglia 54, quasi senza capelli, non sopporta il fitness e le nuove tecnologie.

Ci racconti qualcosa della storia?

Senza ovviamente svelare più del necessario, nel romanzo L’occhio di Drago, Badalotti si trova ad affrontare un’indagine per l’omicidio di un famoso avvocato, Massimo Rastelli, noto in città non soltanto per le indubbie capacità professionali, ma anche per una condotta di vita alquanto “sui generis”, decisamente poco incline alla correttezza professionale e al rispetto dei colleghi.

Una sera di aprile il suo cadavere viene rinvenuto nello spogliatoio del tennis del circolo più in della città con un pugnale infilato tra le scapole; da qui inizia, per Badalotti e la sua squadra un’avventura tutta in salita, giocata tra presente e passato di alcune figure dell’alta borghesia cittadina, con un filo conduttore molto particolare: l’occhio di drago, appunto, questo monile simile all’occhio di un felino che viene ritrovato accanto al cadavere e che comparirà diverse altre volte nel romanzo.

Il tuo romanzo può anche vantare un’introduzione molto speciale.

Sì, è stato un grandissimo regalo di quella splendida persona che è Luca Crovi, che, oltre ad onorarmi della sua amicizia è un grandissimo del mondo del noir italiano, prestigioso intervistatore e conduttore radiofonico per sette anni di una trasmissione di Radio Due che si chiamava “Tutti i colori del giallo”. Luca si è offerto di scrivermi l’introduzione e ne è uscito un pezzo davvero da non perdere.

Il libro è in vendita da questa settimana. Dove lo possiamo trovare?

Con l’editore, Piero Spotti, l’inventore del festival del giallo “Notti Nere”, abbiamo deciso di privilegiare le librerie indipendenti, rispetto a quelle di catena. Per questo il libro è già in vendita ad Acqui presso la libreria terme in Corso Bagni e qui, ad Alessandria, presso la libreria Berardini, in fondo a Via San Giacomo della Vittoria,  vicino a piazza Marconi. Ricordo anche che il libro è acquistabile direttamente dalla casa editrice; basta richiederlo con una mail a info@erbamolyeditore.it e vi sarà spedito a domicilio senza costi aggiuntivi.

Per concludere, dicci due motivi per acquistare il tuo libro.

Guarda, Pier Carlo, preferisco dare a chi ci ascolta, due motivi per non acquistarlo. Non compratelo se amate gli sparatutto, i gialli cruenti, quelli con i commissari un po’ sceriffi che han sempre un’arma in mano; secondo motivo: non compratelo se cercate un thriller, uno di quei libri con vicende alla Dario Argento che non fanno dormire la notte: con “L’occhio di drago” se non riesci a dormire è perché ti sei fatto prendere talmente dalla storia che vuoi sapere come andrà a finire.

La mail della casa editrice per chi volesse ordinare online il libro e riceverlo poi a casa senza spese di spedizione:

info@erbamolyeditore.it