La Cattedrale di Palermo risale al 1170 circa quando l’Arcivescovo Offamilio volle competere con la costruzione del Duomo di Monreale, facendo così abbattere l’edificio precedente costruita circa nel 590. Da notare che dove ora sorge questa meraviglia, esisteva in epoca premussulmana una basilica cristiana, che comunque fu tradotta e convertita in moschea, ma proprio nel 1072 ritornò ad essere cristiana per merito dei Normanni.
E’ un insieme di vari stili architettonici dovuti al protrarsi nel tempo per la costruzione, che comunque ne fanno un insieme sublime e di un assoluto fascino.
All’esterno dominano le quattro torri di tipo normanno agli angoli della costruzione e nella parte sud la cattedrale si collega tramite due arcate con il palazzo Arcivescovile, facendo così apparire il tutto come un castello di assoluto dominio temporale che invece di un ambiente spirituale. Mentre al lato destro un bellissimo portico si affaccia sulla vasta piazza.
All’interno sono ospitate in rispettive due cappelle le tombe dei re e degli imperatori che hanno comandato la città, tra cui da nominare e ricordare, la tomba di Federico II e Ruggero II, che sono anche avvolti da una leggenda in proposito, in quanto si dice che Ruggero II avesse ordinato i sepolcri per lui e la sua famiglia da depositare a Cefalù, però si narra anche che Federico II se ne appropriasse per se e la sua famiglia per deporle al duomo di Palermo.
Naturalmente non poteva mancare la cappella dedita alla protettrice della città, ovvero Santa Rosalia, situata lungo il lato destro del duomo, dove sono deposte le reliquie e un’urna d’argento.
Di notevole valore e importanza è la stanza del Tesoro dove sono raccolti i più antichi e preziosi oggetti sacri, come calici, ostensori ecc, e dove è collocata anche la tiara d’oro che pare sia appartenuta a Costanza d’Aragona, un’opera di alta oreficeria medievale.
Questa non è che una minima parte di quello che si può ammirare in questa bellissima Cattedrale, che dal 2015 fa parte del Patrimonio dell’Unesco insieme alle cattedrali di Cefalù e Monreale.

Roberto Busembai (errebi)

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