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[ Opera dell’artista Sabina Comizzi – Pesaro ]


Caro Natale, resti fra noi, ma sono stanca.
Non sono più una bimba _ ahimè _
di promesse disattese e disilluse ne ho avute
_ forse ne avrò anche fatte ché sono umana _
quindi mi voglio limitare e non chiedo nulla.

Un regalo soltanto m’aspetto e domando a me
mi prometto zero aspettative
non voglio soffrire inutilmente alcuna pena
vada come vada
io sono serena
e pago l’onere della mia sincerità ogni giorno
quasi un obolo dovuto
_ a chi non l’ho ancora capito _
ma certo non è colpa del destino né delle stelle
se continuo a proiettare sulla gente desideri
se valuto l’alleanza migliore
io scelgo la fiducia e lascio la libertà di essere
non mi dipingo diversa né mi racconto male
cerco il necessario distacco dai mali evitabili
mi rifugio _ tento _ nella distanza
prego m’aiuti la santissima lontananza
volendo favorire l’agognata dimenticanza
questione non da poco ma di sostanza.

Caro Natale, resti fra noi, ognuno deve darsi
non serve solo il dirsi
non basta e mai basterà
così _ stavolta _ mi faccio questo dono
nessuna aspettativa
per nessuno
tranne me
niente che non sia io
nulla da dire _ mai più _
né da spiegare _ no _
perché chi è interessato chiede e crede
non pretende mentre offende
lapidando le persone sincere
con parole ruvide
crude
nude
tanto aspre che _ dopo _ pensi a un agguato
una cosa sola
una sassaiola.

Caro Natale, resti fra noi, l’anno infernale è finito
la fragilità è terminata con l’estate
la forza è riemersa
di coraggio ne ho tanto
ma _ comunque sia _ non spargiamo la voce
questi _ se ti sanno felice _ s’affannano
e _ dato che loro sono tristi _ ti rimettono in croce.

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