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Je suis comme je suis, di Daniela Cobaich Mascaretti

Click 2019 – omaggio a Prevert

“ Je suis comme je suis “

Piove una lunga sequenza di grigi tagliati

Ti cancello tutte le sere,ma rispunti sempre

attimo d’illusione, non sarebbe più semplice

spararmi cavallo azzoppato, morirei di silenzio

— ma è Natale— obbligatorio sognare—

Nel supermercato, rigorosamente a saldo,

ho comprato anch’io un Babbo Natale

a tre euro e cinquanta centesimi

E ora sotto la finestra si accende e si spegne

auguri—auguri a tutti e nessuno—

Lampeggia la vita che mi hai dato e ora togli

Mio cuore ti tengo in una stanza segreta

per me sola—dove io sono io— e non un tuo saldo

Eravamo già foglie morte, accartocciate—toi et moi—

Senza destino— salimmo la Piramide

mano nella mano, comete e stelle fosforescenti

nel cielo d’Oriente avido di bombe

e grida strazianti, solo uomini morenti e bimbi…tanti

Lanciammo il nostro grido d’amore esausto

—il cuore di Ptah zitto— non svelò nulla

Fantasticammo— copulammo— procreammo

Una coppa piena levammo nei lungo Senna di Parigi

amanti stretti, tenere ombre in baci sfiancati

prigionieri di deliranti renne in azzurro e rosso

in euforia nazionale— vive la France—

e la torre Eiffel che regge un mondo di uguali—si…forse!

Andiamo solo con noi stessi, tenebre carbonizzate

nella Vie en rose del momento, ma la Rosa è sempre Rosa!

Natale, guardiamo a naso in su le luminarie,

bello il Luna Park, mai scesi dalle giostre,

battiamo le mani ansiose di bellezza

al miracolo felice: Fiat lux e Pace al mondo

“ al Prossimo sotto il cartone” non diamo sguardi…

Le mani piene di pacchettini e auguri roteanti

avanziamo verso il pranzo di Natale…

lui non fa parte della scenografia, forse è Gesù

ma come riconoscerlo dopo duemila anni e più

Guardo la palla di vetro di me bambina—la scuoto—

scende la neve pulviscolo bianco scintillante

circonda un Babbo Natale sorridente

Che sciocca—non ci credo più—

ma pieni di pianto ho gli occhi

 

Daniela Cobaich Mascaretti