E’ una foto sgranata, fatta velocemente, senza particolari accorgimenti e senza nessun uso di filtri o tecniche particolari, ma è il soggetto la sua immensa importanza. In questi giorni non si fa altro che parlare di Natale, di festività pagana e religiosa, di consumismo sfrenato e di volontariato a iosa, di perbenismo sfegatato e di critica al tradizionalismo per un “nuovismo” minimale e senza un alcun valore interiore. Ebbene io voglio, e assolutamente voglio, imprimere con questa foto del Bambino Gesù l’importanza che questa “icona” stessa ha avuto dentro la nostra società e costume prettamente Italiano, voglio ricordare quanto valore intrinseco è maturato dentro di noi con la precisa e voluta coscienza di una figura emblematica per una nostra, e sottolineo, nostra fede religiosa cristiana.

Certo indiscutibile e certo criticabile, una religione piena di assurdità, di dubbi, di incertezze, ma anche di verità, di valori essenziali, di conoscenza e di insegnamento. In questa nuova società fatta di multi-etnie, di mescolamenti razziali, di diversità negli usi, costumi e tradizioni, ma soprattutto di diverse e anzi quasi multi religioni, noi abbiamo dimenticato, bistrattato, consumato, logorato e allontanato, quel poco o tanto di valore religioso che ci apparteneva, e in questo disgregarsi ci siamo

dimenticati che la nostra religione cristiana, abbinando questo allontanamento a fattori terreni di critica verso la dottrina della chiesa, quando quest’ultima giustamente criticabile non è assolutamente facente parte assoluta della fede in se stessa. Noi abbiamo “venduto” anche il nostro comune e umile gesto del portare rispetto a un’entità ( che poi sia vero o non vero, che si attendibile o non attendibile è un discorso a parte) che per noi si è fatto uomo e ha sacrificato il suo esserlo per la nostra salvezza. Ora non sono qui per fare teologia, non sono qui per ulteriore insegnamento religioso che ognuno poi si attenga il suo sentire, e non voglio essere certo io, quasi miscredente, a portare la bandiera sopra la montagna, quello che voglio invece dibattere e affrontare a viso aperto e con assoluta lotta, è la salvezza delle nostre credenze, delle nostre tradizioni e del nostro modo di manifestare una religione diversa dalle altre. Il Natale è la nascita di una nuova vita, una vita che si è offerta, donata, e l’insegnamento che abbiamo da esso avuto è quello che noi umani, noi uomini, dobbiamo offrire, donare l’amore verso ogni nostro simile essere umano. E allora ritorno alla foto, e non guardiamo questo bambino come un essere inventato, un manga atterrato o un essere di un altro pianeta, guardiamolo dentro e difendiamo il nostro sentire di sempre e insegniamo a tutti coloro che lo annientano e alle altre religioni, che se si definiscono tali, devono per forza comprendere, che la fede unica e mondiale, la fede che raccoglie tutti anche se in diverso modo trattata, è quella del reciproco rispetto e dell’amore univoco. Io non tolgo il mio crocifisso e non baratto il mio Gesù bambino, nella stessa misura in cui io non ho parole di odio verso altre religioni e non brucio i loro sacri testi, ma pretendo e esigo lo stesso rispetto e spero che l’uomo sappia riconoscere quando si parla di fede e non di lotta al potere e amore e eccessiva fede camuffati verso il Dio soldo.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine ERREBI