librai clandestini

Sono tortuosi, inaspettati, sorprendenti i percorsi che portano ogni lettore da un libro all’altro: recensioni, consigli del libraio di fiducia, intuito, curiosità, o il caso. A volte capita che la voglia di incontrare uno scrittore attraverso i suoi libri resti sospesa per anni, in attesa del momento buono.

A me è successo così con Piero Jahier. Non ricordo neppure più quando fu che ne sentii parlare la prima volta, forse lessi il suo nome tra i tanti citati in qualche tomo mentre preparavo l’esame di letteratura italiana. Di sicuro un aggancio determinante è stato leggere quanto di lui scriveva Roberto Roversi.

In ogni caso ecco, sto incontrando Jahier. E mi pare che sarà un incontro interessante, già dalle prime righe della sua introduzione alle Poesie:

Fu nell’adolescenza che sentii, con assoluta certezza, di non esser stato chiamato ad agire, nella vita, quanto ad esprimere. Ma con altrettanta certezza sentii che…

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