Elizabeth Jennings, poetessa inglese poco conosciuta in Italia, nata il 20 luglio 1926 nel Lincolnshire, e morta il 25 ottobre 2001. Studiò al St Anne’s College di Oxford e dopo la laurea divenne bibliotecaria.
Come poeta non fu una innovatrice; le sue poesie sono semplici, ispirate dalle sue esperienze di vita, ma non autobiografiche, come ha lei stessa voluto sottolineare.
Il suo nome è accostato ai poeti Philip Larkin , Kingsley Amis e Thom Gunn, tutti membri del gruppo poetico Movement di cui Elizabeth era l’unico esponente femminile. Per chi non avesse avuto modo di conoscerla propongo queste tre poesie, spero serviranno a darvi un’ idea della sua poetica.

Meglio di una protesta
Strappa via dai miei amori ogni frammento:
troverai quel che vedi –
uno spaventapasseri –
non fui io a crearlo, fosti tu
nella tua mente tanto tempo fa.
Soffia sui miei tesori tutte le tue tempeste.
Quando raccogli ciottoli, trattali con prudenza –
le mie gemme ti abbagliano, lo vedi, e sono molte.

Ricorda che le bacche e i fiori che portasti
a morire qui in casa hanno uno strano
potere, di rinascere. Io li raccolsi, ed eccoli
sbocciare già nelle mie mani. Rapida
li pianto sotto un albero. Le gocce
risanano le piante a te serbate
e ridonano a me nuovi germogli.

(Da Gli istanti del buio a cura di Silvio Raffo)

A volte, la poesia

Sussulti nella mente –
ti cercano, ti afferrano,
ti attaccano – è un assalto –
d’un tratto ecco si placa
l’eccitazione – e trovi
la parola – risplende –
come una scia di fiume
che resta luminosa
benché sottratta all’acqua
e sulla terra ormai.
Si scrive su un rocchetto
di filo, su una spola.

(da ‘Poesia, n. 290’, febbraio 2014 – Traduzione di Silvio Raffo)

DANZA

Sempre nel cuore delle cose c’è danza,
danza di morte, danze di angeli dove
c’è Cristo c’è sempre una danza di Risurrezione
perché la salvezza è sempre una danza che ci prende le mani,

ci dice la gioia della pazienza, i passi del dolore.
La preghiera è la danza più profonda e può essere
maestosa e familiare, alta, serena e dolce.
Dove c’è un amore che fa male c’è pure danza,
e la Creazione è una danza, un movimento costante.
Le stelle danzano nei loro alti luoghi, la luna
danza e si alterna con ogni tramonto
e pure con ogni alba.

Edgar Degas