Un anno dopo

27/12/18, un anno dopo
Qui Alessandria ● Angelo Marinoni
https://appuntialessandrini.wordpress.com
Il 27 dicembre ricorre un anniversario che ritengo personalmente importante e che credo sia importante per tutta l’area vasta che converge su Alessandria: il 27 dicembre 2018 venne celebrato ad Alessandria il Consiglio Comunale Congiunto di Alessandria e Asti che sancì l’inizio di un’azione comune fra le due città e rispettive amministrazioni provinciali per la tutela e lo sviluppo del loro sistema trasporti.
L’evento ebbe un valore aggiunto enorme che fu il voto unanime delle forze politiche del consiglio comunale alessandrino su un documento riassumibile in una dichiarazione d’intenti circa il raggiungimento di obiettivi come il miglioramento del collegamento con Milano e il superamento dell’isolamento rispetto alle rotte nazionali di un’area vasta di 700 mila abitanti che ha per centro Alessandria e confini Asti, Casale, Tortona e Ovada.
Rispetto a un anno fa sono stati fatti passi avanti: Slala in parallelo al fondamentale ruolo che sta svolgendo in ambito logistico ha costituito una commissione mobilità in grado di fornire risposte progettuali laddove ancora mancano e sono state avanzate prime richieste al Ministero circa i collegamenti intercity, sono stati coinvolti i Comuni e il mondo dell’impresa perché la prospettiva logistica che il nuovo piano RFI ha rivelato non vada perduta e possa essere occasione di un rilancio ancora più vasto.
Il tema dello sviluppo del sistema logistico non è slegato al tema della mobilità viaggiatori: l’adeguamento infrastrutturale impostato alla centralità dell’area vasta alessandrina nell’ottica retroportuale non è scisso dall’adeguamento infrastrutturale alla centralità del nodo ferroviario di Alessandria rispetto al corridoio territoriale Torino – Alessandria/Genova – Milano.
In questo contesto l’anniversario è occasione per chiedere alla politica un rinnovo di trasversalità rispetto a temi di interesse generale come i trasporti, specie in un contesto in cui la regione Piemonte, identificata da decenni nella sola città metropolitana torinese, ha finora visto come un competitor da marginalizzare l’areale Alessandria-Asti invece di vederlo per quello che è, ovvero un territorio complessivamente di pari importanza socioeconomica a una piccola regione.
Un recente esempio virtuoso di trasversalità politica viene dai comuni fluviali uniti nella partecipazione ai bandi europei per finanziare la tutela idrogeologica del bacino del Tanaro, riporto dal giornale on line langhe roero monferrato: “il Comune di Alessandria è capofila di un progetto di coesione territoriale, uno strumento concesso dalla Commissione Europea, e adottato per la prima volta in Italia, per facilitare l’accesso ai fondi comunitari, si tratta di 33 amministrazioni” (di “colori” diversi nda) accomunate dall’essere parte del bacino del fiume Tanaro.”
La lezione che dobbiamo trarre da questo stralcio di articolo è quanto sia fondamentale che la classe dirigente dell’area vasta recepisca lo spirito del progetto di coesione territoriale europeo anche in altri ambiti in particolare quello da cui è partito questo contributo ovvero la logistica.
Questa ha un valore aggiunto enorme per il territorio che fa capo naturalmente ad Alessandria che va sempre intesa come area vasta non come singola città.
Non bisogna “localizzare” quanto ha valore strategico nazionale. La retroportualità genovese e parzialmente savonese trovano sede naturale nello scalo alessandrino e solo attraverso questa configurazione si può ambire all’indispensabile shift modale da gomma a ferro che visioni diverse, di fatto, riducevano alla lunga percorrenza con danni generazionali per il territorio nazionale e non solo alessandrino.
In questo senso le recenti polemiche locali per le quali lo shunt di Novi o collegamento ferroviario equivalente che dal Terzo Valico raggiunga velocemente Alessandria superando l’attraversamento di Novi costituirebbe un favoritismo di Alessandria Smistamento rispetto a Novi San Bovo sono per me incondivisibili, in primis perché Alessandria, Novi e Tortona nella dimensione che deve acquisire la logistica alessandrina costituiscono una stessa area metropolitana e, quindi, si deve pensare non a una rivalità fra città ma all’ottimizzazione di un sistema Alessandria in cui Smistamento ha un ruolo fondamentale e non solo certo per le dimensioni (che comunque sono un milione di metri quadri … una seconda città).
È allora fondamentale che lo scalo alessandrino sia connesso al Terzo Valico senza i limiti di flusso dei treni merci che, stante l’attuale piano del rischio, impone l’attraversamento di Novi sulla linea tradizionale Questo non osta, anzi induce, che nel contesto retroportuale si aprano le prospettive per gli scali locali di particolare importanza come San Bovo nella funzione di base operativa di imprese ferroviarie e piccolo smistamento, funzione indispensabile perché di superi l’attuale tragica ripartizione modale a vantaggio della gomma.
È fondamentale accorciare le distanze per le quali la vezione ferroviaria diventi competitiva rispetto alla gomma e lo strumento principe è l’adeguato sfruttamento di tutte le infrastrutture ferroviarie e l’azione sinergica dei vari componenti del corridoio territoriale.
È opportuno, altresì, sottolineare come Alessandria, Novi, Tortona e Valenza debbano coordinarsi in quanto unica area metropolitana legata come una stella tripla ad Asti e Casale Monferrato.
La visione riduttiva che la Regione Piemonte da anni sovrapposta a Torino ha finora avuto di questo ampio territorio può essere superata solo coordinando gli sforzi e superando le residue divisioni locali convergendo sulla progettualità nell’ottica della coesione territoriale incentivata anche dalla Commissione Europea.
Il 27 dicembre va quindi ricordato perché ha avuto un significato particolare rappresentando un valore di semina rispetto al vasto progetto di rilancio di questo importante territorio.