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DemoS denuncia l’immobilità della Giunta-Cirio
“La Regione Piemonte non è la sede della Lega, ma la casa di tutti i Piemontesi. Quanto è accaduto è inaccettabile”. DemoS-Democrazia Solidale  punta il dito sullo stato di completa inefficienza della Giunta regionale di centrodestra che, dallo scorso primo luglio in cui si è insediato il nuovo Consiglio regionale ad oggi, non ha praticamente prodotto nulla di utile e costruttivo.

“Abbiamo solo assistito alla scelta irresponsabile della Lega che ha imposto di strumentalizzare il Consiglio Regionale, obbligando di fatto le forze politiche a occuparsi per ben due volte, visti i rilevi mossi dalla Cassazione, della delibera sul referendum sulla legge elettorale nazionale con l’obiettivo di arrivare a un sistema totalmente maggioritario – sottolineano le coordinatrici regionale, Elena Apollonio, e provinciale, Paola Ferrari –  Sinora  non c’è stato un solo atto, uno solo, rivolto ai problemi dei cittadini, nonostante ci sia molto da fare, ricordando tra l’altro le crisi occupazionali che investono il Piemonte e i temi legati alla sanità. È inaccettabile che la maggioranza si pieghi ai desiderata della Lega: un partito che, escluso dal nuovo Governo, strumentalizza le istituzioni dove si trova in maggioranza per la propria propaganda politica. Un atteggiamento inqualificabile nei confronti del Piemonte e che costituisce un precedente grave che indebolisce profondamente il nostro sistema democratico: le istituzioni vanno preservate e non strumentalizzate”.

Concludono: “Cinque mesi di nulla, nessuna proposta e nessun provvedimento per i piemontesi: solo turismo istituzionale e propaganda, come in fondo è la proposta di autonomia differenziata. Una bella differenza tra questa Giunta e questa maggioranza e quelle guidate, nella scorsa legislatura, da Sergio Chiamparino che nei primi cento giorni approvarono 7 nuove leggi e presentato 14 disegni di legge, 14 proposte di legge e 15 atti di indirizzo di cui 6 furono approvati. Siamo davanti ad un allarmante vuoto di proposte che la Lega sinora ha inteso colmare mettendo al centro dell’azione amministrativa solo i desiderata del suo segretario nazionale: così non va bene. Siamo d’accordo con quanto detto dal capogruppo del Pd Domenico Ravetti: ‘se questa è l’altra velocità promessa da Cirio in campagna elettorale allora abbiamo inserito la retromarcia’. Una retromarcia umiliante e pericolosa, aggiungiamo noi. Alla quale si aggiunge anche la recente vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’ormai ex assessore di Fratelli d’Italia, Roberto Rosso, che di fatto ha contribuito a far vincere Cirio anche con i voti della ‘ndrangheta”.

Infine, DemoS sottolinea il fatto che – non rispettando la parità di genere – in Consiglio regionale alle sei consigliere (due sono assessore) non sono stati assegnati ruoli nell’ Ufficio di presidenza (tutto maschile) e nemmeno nessuna presidenza delle Commissioni permanenti.