Non basta una compagnia di manichini in posa che recita il ruolo di splendenti re e regine, a riempire le ore luccicanti e ricche di promesse. Serve la voglia di un incontro. Scoprirsi e donarsi. Ciò che brilla viene da una fonte infinita che sgorga perpetua. Essa appaga e sazia.

Quando è manovrata a piacimento, spinta da un impulso egoico, prende forza dagli oscuri meandri della mente. È piatta, opaca, ingannevole e fredda. Una lastra di vetro spesso ti tiene a distanza. Averti un vuoto dentro a cui non puoi resistere, devi riempirlo di illusioni, che ti attraggono fino a soffocarti, e non ti resta altro che crederci per non perderti nel deserto della solitudine.

Un tuono sommesso, una fiammella vibrante, un lampo, un tremore, un tintinnio, un barlume di speranza, un desiderio sopito, e d’un tratto il muro cede e la luce che vedi oltre lo spiraglio, ti muove dentro, cresce e brilla infinita.

Michela Santini

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