………… Re Erode seduto sul trono ricoperto di perle e di oro, quasi ubriaco per il troppo nettare digerito, si rammarica del suo essere e del suo stare: “ Me infelice! A cosa mi servono tutte queste ricchezze se non ne posso godere nemmeno le domestiche passioni, date le tante preoccupazioni che mi assillano. Ho ripudiato Dori, la mia prima consorte, per i fasti e le godurie della mia nuova compagna Marianne di Alessandro discendente da Maccabeo, e invece sono attraversato da problemi governativi che non mi danno posa. O povero me!”.
In questo suo lamentarsi fu interrotto dall’entrata del ministro Antipatro:
“ Maestà eccellente, ho da recarvi una novella”
“ Oh carissimo Antipatro, tu si che puoi intendere il nostro invecchiare e il sacrificio che ne costa, ditemi avete appreso nuove ordite congiure contro di me?”
“ No Sire, ma ben altro di più eclatante. Sono arrivati a Gerosolima (Gerusalemme) tre Orientali, ma dalle sontuose vesti che indossano, dal portamento che hanno si presume siano dei personaggi importanti; questi se ne vanno liberamente per la città esplorando, cercando, e domandando dove sia il Re de’ Giudei avendo avuto visione di una cometa nel cielo che indicava proprio il luogo dove era nato il nuovo Re di Gerosolima. Ora mio Sire, questi signori sono qui e chiedono vostra udienza.”
“ Quanto ci disturba questa novella! Or bene fate venire subito i principi dei Sacerdoti, i rabbini tutti, i più saggi di Gerosolima e poi introducete gli stranieri.”
Fu quasi un attimo che tutti i Sacerdoti , i rabbini e i saggi fossero intorno al seggio del Re, il quale ordinò “ Che siano introdotti gli Orientali”.
Il brusio si fece rumore, tanto quei sacerdoti, rabbini e saggi chiedessero tra di loro chi fossero mai quelli che il Re aveva richiesto la presenza, ma il rumore divenne improvvisamente silenzio tanto meravigliarono le vesti e i portamenti regali di quei tre sconosciuti che si introducevano con calma nella stanza.
Ad avvenute rimostranze, inchini e facezie regali, il Re chiese subito ai tre chi fossero.
“ Io sono Melchiorre e sono il re della terra del sole. La mia meta è l’universale amore e camminai tredici giorni e tredici notti per raggiungerla, guidato da una stella”.
Il sussurrare degli astanti fu: “ Costui è un pazzo”.
“ Io sono Gaspare re della terra dei sogni, dove tutto quello che esiste non è reale e appare solamente come la Fata Morgana. (devo appuntare una nota a questo nome, infatti è un nome poetico che viene usato per indicare un miraggio, una visione spostata, di paesaggi all’orizzonte, ma è anche un fenomeno soprattutto nei deserti e pare che tale nome sia proprio dello stretto di Messina) Io cerco il tema della più meravigliosa novella che si abbia a raccontare nei secoli a venire alle generazioni che verranno e per trovarlo ho viaggiato per tredici giorni e tredici notti guidato da una stella.”
Scattò il decano dei saggi: “ Ma questo è troppo, costui si sta prendendo burla di noi!”
“ Io sono Baldassarre” iniziò a presentarsi il terzo orientale “ re della terra dei suoni, dove ha valore più una bella canzone che la ricchezza e la potenza di Creso (ricchissimo e potente re della Libia) e vado in cerca della divina armonia che alleggerisca la tristezza dei mortali in eterno e per trovarla ho viaggiato tredici giorni e tredici notti guidato da una stella.”
A un rabbino venne spontaneo dichiarare: “ Che stupido!”.
Il Re poco soddisfatto, naturalmente, dall’esposizione dei tre stranieri, aprì volentieri la discussione, e subito ci fu un concorrere di richiesta di parola da molti prelati e dai sapienti, un filosofo arrivò a dichiarare che si trattava di ciarlataneria quello che i Magi asserivano, un sacerdote puntualizzò con fermezza che era stregoneria voluta per minare la potenza del sommo Erode, i rabbini univocamente chiesero il sequestro degli effetti personali dei tre orientali.
Tutti si ritirarono poi in consiglio ma deliberarono su proposta del Re, che i tre Magi fossero lasciati in libertà ma di tenerli sotto speciale sorveglianza, da poter così svelare il loro segreto, buono o cattivo che fosse.

Liberamente tratta da “ La più bella novella del mondo” di Salvator Gotta

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web: I Re Magi – Mosaico nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo (Ravenna)