In caduta ascensionale
guardi il consueto allontanarsi,
riecheggia un pogo feroce d’anime sfasciate
in tumultuosa dissolvenza.
Il tuo dissenso sorvegliato,
la tua ira sopita
dagli esperti in repressione;
conformano le tue protrusioni
tra sbarre di litio
e retoriche riverenti,
mentre nei tuoi meandri
fiorisce efferata l’insurrezione
e gemma la rivalsa
con il coltello tra i sensi.
Assali l’insulsa e grottesca dittatura
del pensiero imposto,
dei giorni rinsecchiti
nell’aridità dell’obbedienza;
sferra verità nel ventre del leviatano
che l’inizio è appena oltre
gli schermi luccicanti
e i visi deformi dei tuoi seviziatori.

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