IL+RITRATTO

 

IL RITRATTO, di Vittoriano Borrelli

 

Il vecchio aveva nascosto il ritratto

tra le cose che aveva lasciato

e intorno al fuoco spento della vita

provò per gioco a farsi un’autocritica

 

Ma quanti incontri perduti per strada

quante parole dette senza senso

e quanti appuntamenti mancati

e quanti fili d’erba calpestati

 

E c’era anche il senso della paura

la solitudine di poche avventure

la rabbia fragile grandi e piccole scuse

ed un segreto mai svelato a nessuno

 

Poi l’autocritica si fece più critica

all’orizzonte di una luna romantica

il volto di una donna bagnato

che la sua mano non aveva asciugato

 

La prima volta senza una parola

I primi tempi con una sporca infanzia

Amori belli sopra grattacieli

Le prime rughe sotto cento veli

 

Il sole stanco nella sua chiarezza

Il vento forte nella sua freschezza

Nel cuore l’odio verso i traditori

La pace l’ansia ed anni di dolore

 

Peccati e tanti abbracci incatenati

e poi spezzati da ipocriti abbandoni

la voglia di riuscire disperata

il caffè caldo della solita giornata

 

Fuori la porta gioca nel suo giardino

un bimbo che vuole sfidare il destino

coi suoi sorrisi e col suo istinto di speranza

coi suoi colori e con la sua resistenza

 

E per finire questa stupida canzone

il vecchio apre finalmente il cassetto

e stringe forte a sé quel ritratto

mentre nel cielo adesso il sole è già alto

 

(Tratto da “Le parole del mio tempo”)

 

 

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