Ad Alessandria ormai i commercianti chiudono i negozi la sera segnandosi con la croce nella speranza di non trovare un’amara sorpresa il mattino dopo.

Ed ecco un’altra spaccata di una vetrina in centro: stavolta da Tigella Bella in via Milano.
Il procuratore mantiene riserbo sulle indagini; si limita a dire che per ogni episodio è stato aperto un fascicolo. In alcuni casi si procede contro ignoti (nel senso che non si è ancora riusciti a mettere a fuoco un volto e un nome), in altri si sarebbe risaliti alle identità.

Molte volte le telecamere sono di aiuto, «ma i filmati – spiega Cieri – non sono risolutivi. Ci sono altri accertamenti investigativi in cui sono impegnati i carabinieri». L’obbiettivo è capire se le persone sospettate abbiano commesso più atti teppistici, accertare chi ha fatto cosa, e appurare se agiscono secondo l’organigramma di una banda. Sono ragazzotti? «Noi ci stiamo occupando di maggiorenni» dice Cieri.

Il primo obbiettivo pare essere quello di creare il botto della spaccata. Non conta il prodotto di vendita; sono state colpite, ad esempio, delle librerie, ma è lontano il sospetto che i balordi fossero ghiotti di saggi o romanzi da leggere. E poi bar e locali, in centro città e al Cristo, ma anche il macellaio, il kebabbaro, il negozio di ortofrutta e altri. Conta il gesto, non il genere, dimostrare il ” coraggio ” di compierlo.

I commercianti sono esasperati, qualcuno ipotizza anche di costituire ronde private per presidiare le strade di notte. Operazione più facile a dirsi, in un comprensibile sfogo, che a farsi. Marzia Chiariottti, titolare del locale Tigella Bella in via Milano, l’altro giorno, dopo la seconda ignota visita vandalica, commentava: «Qui in centro va avanti da più di un mese, non ne possiamo più, vanno fermati». E dice anche di essere disposta a rimanere chiusa nel proprio esercizio, la notte, ad aspettare l’eventuale arrivo dei teppisti.

Qualcuno è pure riuscito a filmare azioni teppistiche in atto e ha postato sui social. Figure, volti coperti, ombre in movimento che si spostano agevolmente in bicicletta.

Altri hanno consegnato tutto agli investigatori che lavorano per riuscire quanto prima ad aprire, tra buio e nebbia, un varco di luce sulle bravate.