Il conto

Racconti: Il conto, Silvano Cappelletti

Per sorridere un po’

Il conto

“Stai bene?”

” Sì, è che devo avere il nodo della cravatta troppo stretto, e allora…”

“Mi spiace sai, mi spiace sul serio che sia andata così”.

“Sì certo, capisco… manca l’aria qui dentro, non trovi?”

“E dai non fare quella faccia, la vita continua…”

” E’ che non me l’aspettavo… vuoi il caffè?”

“No grazie, sai che non ne bevo”.

“Già… com’era il dolce?”

“Buonissimo, devo consigliare questo ristorante ad Elena, così magari la smette di mangiare sempre insalata scondita per paura d’ingrassare”.

” E’ vero, dovresti farlo”.

Ora tra l’uomo e la donna, cala un’imbarazzante silenzio. Lei giocherella con una posata tracciando improbabili cerchi sulla tovaglia. Lui ha la fronte madida di sudore, guarda davanti a se con l’espressione di chi ha appena visto entrare un fantasma. Senza dubbio, la cena più lunga della loro vita.

“Allora, sei proprio sicura? ci hai pensato bene?” dice lui prendendole la mano e fissandola negli occhi”.

“Sì certo, ci ho pensato”.

“C’è un altro?”

“Oh no, non è per questo, è che… non so come spiegarlo…”.

L’uomo estrae dalla tasca un astuccio di velluto nero.

“Guarda,ti piacciono? li avevo acquistati per te”.

“Ma sono bellissimi, così però mi metti in imbarazzo. Grazie, li terrò come ricordo”.

” E no carina, questi orecchini, li riporterò al gioielliere. Ho un’idea migliore, paga tu il conto, così come ricordo potrai tenerti la ricevuta”.

Lei resta a guardarlo a bocca aperta, mentre lui infila l’astuccio nella tasca e si avvia all’uscita.

Silvano Cappelletti

 

 

 

 

 

 

 

 

Momenti di poesia. Increspa l’acqua, di Daniela Cobaich Mascaretti

 

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