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Momenti di poesia. ABBIAMO UN’ANIMA, Vittorio Zingone

 

ABBIAMO UN’ANIMA

Abbiamo un’anima, una memoria,

una capacità di formulare ipotesi

circa il futuro che senza posar mai

ci corre incontro.

Tentiam d’aprirci un varco

nel continuo farsi d’una strada da percorrere,

ci affanniamo a renderla il più agevole possibile,

più rispondente al nostro modo d’essere,

di porci in relazione a ciò che ci circonda,

ci viene incontro,relazionando tutto alle sensazioni,

alle affettività, agli intrinseci bisogni del momento.

Ma non sempre, non in ogni caso

i nostri sforzi vanno a buon fine

come ci s’attende.

I bisogni miei occorre l’accordi

con quelli di chi mi vive attorno,

piaccia o meno al cuore, all’anima;

ciò che alla fine realizzare occorre,

e’ quale strada prendere

per guadagnare una meta quale sia,

purché un traguardo si riesca a conseguirlo.

So che mi s’obietta che la meta è una,

è quella e nessun’altra per ogni uomo

o donna.

Ma posso fare solo due cose io:

accettare il punto di vista

di chiunque altro al mondo

o perseguire il mio.

Vuol dir che ogni anima

ha peculiari suoi riferimenti,

perché ognuna d’esse

è quella che dev’essere

per non esser vana copia d’altre essenze;

quindi è unicità

che la fa degna d’essere

in questo sistema di cose contingente.

Può un’anima risiedere in un’altra,

avere il medesimo punto di riferimento

da cui relazionarsi con chi le vive accanto?

Può avere qui e adesso uguali sensazioni,

con la stessa intensità, le medesime esigenze

di relazionarsi altrui, ricevere in cambio

le medesime risposte, il medesimo calore in quelle?

Può la mia anima aver profondità, spessore,

la medesima chiarezza d’ogni sua sorella?

Se così fosse l’una o l’altra sarebbe un di più,

non avrebbe alcun motivo d’essere:

gemelle viventi l’una nell’altra,

nel medesimo spazio, innamorate delle stesse cose,

con sofferenze e gioie con medesima intensità, calore.

Abbiamo un’anima, ma i destini dell’anima

sono altri da ogni altra umana,

non umana essenza.

foto tumbir