PRIMAVERA ACCADE
C’è un albero sempreverde
sotto una pettinatura bianca dai boccoli arrotolati
con perfezione maniacale.
Dai rami pendono impacchettati
piccoli doni.
L’acuto sguardo delle scelte li osservò a lungo
e qualcuno fu colto con stupita diffidenza.
La donna uccello non si lascia mai sorprendere
e ingabbiare per sempre.
Dall’ alto osservò identità
liete di allargarsi in cerchi di vita
repliche di primavere somiglianti ad autunni
brezze tiepide dal rumore d’acqua
ma fu quando senti un grande respiro
quello che sopravvive alla vita
che la donna uccello volò in basso
presso il monumento ai caduti.

Volò lì, dove furono incise
date di vita e morte
dove tutti furono chiamati con lo stesso nome
amore, amore, amore…
Era il tempo confuso d’ore luminose
che riempivano un nido vuoto.
La donna uccello fu airone, falco, tortora
ma da quando si ritrovò cuculo, da allora, non parlò quasi più
e non tornò più in cima…

***“Hai sessantacinque anni passati, come puoi continuare a stare lì in cima?” (Italo Calvino)