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DemoS-Democrazia Solidale traccia un bilancio della Giunta comunale di Alessandria, che ha appena superato la boa di metà mandato
“Sarò molto breve: purtroppo è sotto gli occhi di tutti che questa amministrazione a forte trazione leghista non è capace di attuare i suoi  propositi. Mi aspettavo, ad esempio, che potesse realizzare semplici azioni per rendere Alessandria più pulita e con uno stato della rete stradale da Comune civilizzato. Invece Alessandria è una città sporca e con le strade a pezzi: pensate, questo è il biglietto da visita!. Come cittadini non percepiamo un reale programma di mandato: nella sostanza, non vi è traccia. Esistono propositi positivi e atti concreti profondamente deludenti. Una volta giunta al governo, la Lega non riesce a rivoluzionare nulla. Vive solo di propaganda, e gli alleati non sono in grado di stimolare” afferma la coordinatrice provinciale di DemoS Paola Ferrari.

“È vero, la qualità di una classe politica si vede anche da come affronta e risolve quelli che da taluni vengono erroneamente definite questioni minori – aggiunge Ferrari -. E come non dare ragione  a chi sostiene che i politici mediocri e incapaci si salvano perchè gli elettori hanno la memoria corta? Quello che mi sorprende è che ad Alessandria manca un vero e proprio programma in grado di gestire la quotidianità e nel contempo di programmare lo sviluppo futuro. La politica si è fatta sostituire dall’ordinaria amministrazione, consegnando le leve del comando all’apparato burocratico dei funzionari. Deficit di coraggio o totale incapacità? Mah…”.

“Pensiamo solo a sindaci come Mara Scagni e Piercarlo Fabbio: potranno piacere oppure no, essere condivisibili o criticabili, ma loro avevano un ben preciso progetto di città, e hanno agito di conseguenza per inseguirlo. Oggi il progetto manca e oltretutto non percepiamo più il ruolo centrale di Alessandria nel contesto dell’intero territori provinciale. Cosa dice ad esempio la Giunta-Cuttica circa le fondamentali infrastrutture sanitarie e culturali come il nuovo ospedale e il riutilizzo del teatro comunale? Silenzio assoluto anche sulle scelte che migliorano l’ambiente a partire dalla qualità dell’aria, dal consumo del suolo, dalla riduzione pro capite dei rifiuti e dalla raccolta differenziata.  Per non parlare del commercio, oppure dei servizi sociali. E, credetemi, quello di far sì che una città sia solidale nei confronti soprattutto di chi è più debole, che non lasci indietro nessuno deve essere un tassativo obbligo morale per uno che voglia amministrare” sottolinea Ferrari.

Che conclude: “Nel corso dell’anno che si è concluso da poco ho però constatato che i giovani e giovanissimi fanno politica, e questo è un buon segnale. Intanto manifestano contro il pensiero razzista, sovranista, bieco e opportunista. Che non è solo orrendo in sé, ma è riuscito a condizionare pesantemente il pensiero politico di questo Paese. Penso ai ragazzi di Greta, che vogliono un futuro e che questo richiede una nuova politica ambientale. Le due grandi piazze d’Italia, quella delle sardine e quella dell’ambiente – che si sono fatte sentire anche ad Alessandria – esprimono due pensieri da cui ripartire”.