Dichiarazione del Sindaco di Alessandria in occasione del Giorno della Memoria
Alessandria, 27 gennaio 2020

In occasione del “Giorno della Memoria” del 27 gennaio prossimo, nel 75° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, il Sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco ha rilasciato la seguente dichiarazione.

«Le ragioni che poniamo alla base di ciò che la nostra comunità alessandrina intende vivere in occasione del 75° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e per il “Giorno della Memoria” 2020 sono forti ed eloquenti.
Sono ragioni che ci vedono in piena sintonia con quanto indicato dalla Legge 211/2000 istitutiva della solennità civile del “Giorno della Memoria” per ricordare le vittime della Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte nonché coloro che — pur operando in campi e schieramenti diversi — si sono opposti al progetto di sterminio nazi-fascista e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati durante gli anni tristi della dittatura e del secondo conflitto mondiale.
Questi sono dunque gli elementi su cui vogliamo riflettere il 27 gennaio e attorno ai quali si è nuovamente prodotto uno dei momenti, nella vita ordinaria della nostra Città, in cui con maggiore enfasi abbiamo riscontrato un’ampia e convinta convergenza da parte di molteplici Istituzioni locali.
Non mi riferisco, infatti, solo alla condivisione progettuale tra Amministrazione Comunale e Amministrazione Provinciale, ma anche a quell’insieme di Soggetti (pubblici e privati) che – nella comune unità di intenti sul tema del “Giorno della Memoria” – ci dicono quanto sia ancora attuale il dovere di “ricordare” e soprattutto l’impegno, a tutti i livelli, per evitare che la tragedia prodotta dal nazi-fascismo e a causa della Shoah si possa ripetere.
Desidero, per questi motivi, innanzitutto ringraziare sentitamente la Comunità Ebraica di Torino-Sezione di Alessandria, la Sezione Provinciale Alessandria dell’ANPI, l’ISRAL-Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi”, l’Associazione Memoria della Benedicta, CulturAle ASM Costruire Insieme, la Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria, l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte-Ufficio IV-Ambito Territoriale di Alessandria Asti, la Diocesi di Alessandria, così come il Consiglio Regionale del Piemonte, il Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, l’U.S. Alessandria Calcio 1912, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e l’Associazione Cultura e Sviluppo.
Al contempo, non posso non sottolineare come, rispetto alla consueta articolazione con cui Alessandria ha declinato negli anni il “Giorno della Memoria”, questa edizione 2020 segni alcuni aspetti che rimarcano la profonda sensibilità alessandrina sul tema.
Mi riferisco, per un verso, a ciò che è stato denominato quale vero e proprio “prologo” con gli eventi in programma già domenica pomeriggio 26 gennaio presso le Sale Storiche della Biblioteca Civica “Francesca Calvo” con la proposta di letture e libri, parole, musica e note per non dimenticare l’orrore della Shoah sintetizzate nella formula del titolo “Le Parole della Memoria”.
Per altro verso, è degno di nota il doppio appuntamento di lunedì pomeriggio 27 gennaio quando la “dimensione” sportiva si unirà al tema della “memoria” pensando alla vicenda calcistica e umana di un grande sportivo – l’ungherese Árpád Weisz – tra i più grandi allenatori degli anni Trenta del secolo scorso, che introdusse per primo gli schemi nel campionato italiano, che fu commissario tecnico anche della squadra dell’Alessandria (coadiuvando l’allenatore Augusto Rangone) per il campionato di Prima Divisione 1925-1926 e che morì ad Auschwitz, 31 gennaio 1944.
Sia il momento dello scoprimento di una targa alla sua memoria alla Stadio Moccagatta, sia la conferenza culturale presso l’Associazione Cultura e Sviluppo con la presentazione del libro appena pubblicato “L’Allenatore ad Auschwitz. Árpád Weisz dai campi di calcio italiani al lager” di Giovanni A. Cerutti rappresentano due ulteriori riverberi di come tragedia della Shoah abbia toccato da vicino anche la nostra comunità locale.
Da ultimo, vorrei esprimere un pensiero di profonda gratitudine che rivolgo ai tanti studenti che – sono certo – anche in questa edizione parteciperanno numerosi e forti di una consapevolezza che nelle nostre Scuole sta crescendo sempre di più.
Il merito va innanzitutto a loro e poi a tutti quei docenti che, grazie anche alla sensibilità dell’Ufficio Scolastico Provinciale, sono un forte baluardo contro tutti quegli atteggiamenti di banalizzazione del senso civico e dei fondamenti del nostro vivere in uno Stato democratico rinato grazie al sacrificio di tante donne e tanti uomini che settantacinque anni fa hanno ricreato le condizioni perché la libertà, il rispetto delle persone, i diritti e i doveri del vivere insieme si rifondessero in un Paese finalmente liberato dalla guerra e dalle tragedie delle dittature.
A questi nostri giovani e a tutti gli studenti delle classi V degli Istituti Superiori del territorio coinvolti in questo anno scolastico nel progetto “Dopo la Shoah: un’eredità difficile” va il mio “grazie” e la vicinanza dell’intera Amministrazione Comunale che mi onoro di guidare e della Città di Alessandria, unitamente all’invito a “proseguire” negli anni a venire questo tipo di commemorazioni, a “non dimenticare” il loro valore profondo e a “continuare a sollecitare” i propri docenti e le Istituzioni locali affinché l’anniversario del 27 gennaio diventi sempre di più una data fondamentale per la storia di tutti noi, sia individualmente che in senso comunitario».