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“Ci sono amori che devono superare ostacoli, difficoltà, avversari, enigmi.”

(Haruki Murakami)

Sono gli amori dove – solitamente – è tutto inutile, tutto.
Perché stancano tutte queste energie spese per il nulla.
Sono quelle situazioni dove non fai che dire sì, solo perché non sai e non vuoi discutere, finché dirai no, scusami, non ci sono più.
Ed è nel momento in cui dirai che non ci sei più – anche soffrendo bestialmente ma poco conta – che ti daranno ogni responsabilità.
Diranno “Lo sapevi”.
Una storia già scritta.
Peccato: credevi l’intelligenza servisse e, invece, di nuovo ti accorgi che l’intelligenza è considerata un accessorio scomodo, una corda stretta, qualcosa che costringe fino ad asfissiare.
La muovono in modo unilaterale, quella loro intelligenza.
Solo se è utile per il loro ego.
Non sanno mettersi nei tuoi panni, ergo, diventa vana: è come fossero i soliti ordinari.
Mentre tu hai concesso tutto lo spazio che mai avresti pensato.

No.
Non ci si comporta così.
No.
Non si vive solo di piani stabiliti.
Si deve avere un piano di riserva (che non è la vile fuga).
Ci vuole sempre un piano ufficiale, uno ufficioso e quello di riserva prima di negarsi.

Si vive potendosi esprimere liberamente.
Si vive prendendosi le proprie responsabilità.
O si è liberi di esistere o non si vive.
E, quando non si vive, significa che s’è voluto uccidere quel sentimento oltre che un valore ideale. Io, a morire lentamente, non ce la faccio.
Di superare ostacoli, difficoltà, avversari, enigmi sono stata già capacissima da sola: a che serve qualcun altro?

Un altro ha senso se può camminare al tuo fianco.
Se non cammina con te – nella tua vita – non ha spazio: saresti solo un contorno alla sua e diventeresti presto un impaccio e un impiccio.

Il tuo cuore è stato ben abituato a gradi di sofferenza assai più elevati, con l’aiuto del pensiero impiegherebbe un nanosecondo a scendere dalla nuvoletta.
Ed è un giocoliere abilissimo, il tuo cuore: un balzo e salta giù dalla corda.
Senza rete.
Quando vuoi.
Tu soltanto lo sai.

Certi ostacoli si superano solamente negli amori dove entrambi sanno amare.
Se uno solo dei due non ne è capace, allora, non si rimedia altro che dolore inutile.
Poi ci sono gli “Uomini senza donne”, come ci insegna Murakami.
Sono quelli che non saranno mai innamorati abbastanza, né dell’una, né dell’altra.

Quelli che – ad un certo punto – probabilmente lo capiranno.
Soltanto quando lei non ci sarà più.
Quale che sia la ragione.
Quale che sia la lei.
Quelli che resteranno soli anche cambiandone una a notte.
Quelli che resteranno legati a lei anche se sono stati traditi.
Quelli.
Sempre.
Quelli della quantità senza qualità.
Quelli che – se arriveranno a capire – sarà peggio per loro, perché malediranno se stessi.

Quelli che – tanto intelletto – non gli basta a salvarsi.
Da questi salvati da sola.
Prima possibile.
Adesso.

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