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Preghiere silenziose, di Poesiadimargine 

https://poesiadimargine.home.blog/2020/01/20/preghiere-silenziose/

Imploravo te, Angelo Custode,

t’imploravo nel silenzio

perché tu e solo tu

avresti potuto avere clemenza.

Ignoravo la mia colpa

ma conoscevo la loro condanna.

Ero un corpo calpestato fra tanti

indegno d’umano rispetto

per chi s’assurgeva a prediletto

con la sua ferocia legalizzata.

E chi avrei potuto invocare

io, nudo tra i nudi

per volare via dall’Inferno terrestre?

E così mi sono affidato

alle mie invisibili ali di farfalla

per non finire sulle reti fulminanti

e sono volato via in un prato

romito e verde, in mezzo ai fiori.

Ed ero già io stesso un fiore

nutritomi delle mie stesse ceneri

prodotte in quei camini ardenti

lontano dagli occhi sicuri e salvi

di chi regnava nel suo Paradiso terrestre.

Oggi quei fiori sono appassiti

divenuti concime per un albero vigoroso

le radici salde al suolo

e fruttifica parole mature

e il mondo dovrà raccoglierle

per assimilare rispetto.

Donaci Signore

bocche per raccontarle

penne per tramandarle

orecchie per sentirle

cuore per nutrirle

testa per non dimenticarle

perché non accada ancora

e ancora, come allora.

Poesia di Giulia Bellucci

Foto Pixabay