cubismo

IL CUBISMO, Silvia De Angelis

La pittura tradizionale era di stampo naturalistico, ovvero le immagini del dipinto riportavano esattamente l’essenza della realtà. Queste tecniche pittoriche avevano trovato  ampio fulgore nell’era rinascimentale, quando un quadro risultava davvero prezioso, attraverso la sua fedeltà  plastica e quella del colore. Detti crismi erano definiti col termine di corrente “accademica”.

In seguito all’Impressionismo questi principi sono stati superati, da alternative pittoriche del tutto diverse, dando all’immagine una dimensione prettamente coloristica,  tecnica seguita dall’artista Manet.

Il colore sembra diventare il nuovo interprete delle  impressioni pittoriche, infatti si usano pigmenti diversi dalla realtà effettiva che si sceglie a modello.

Grandi cambiamenti  nella prospettiva sono effettuati da Paul Cezanne, esasperati poi in forme del tutto innovative da Pablo Picasso, le cui opere sono rappresentate da frammenti della realtà, miscelati in modo assai originale e insolito, e apparentemente,  incomprensibili.

Da queste opere nacque il nome di Cubismo, in quanto le composizioni del Picasso davano l’impressione di sfaccettature di cubi.

Il cubismo, così detto sintetico, rivoluziona l’idea classica del quadro, indicando l’opera stessa come pura realtà e non rappresentazione della stessa.

Altri artisti che fanno parte di questa corrente sono Georges Braque e Daniel Henry Jahnweiler.

Si svolge in questi giorni a Roma  un’importante esposizione intitolata “Cubisti Cubismo” al Vittoriano.

Essa presenta oltre duecento opere, caratteristiche del movimento artistico,  creato dal Picasso, provenienti da alcuni importanti musei mondiali, ed  espondendo, oltre a pitture, sculture, oggetti di design, costumi, musiche e documenti.

@Silvia De Angelis 

https://silviadeangelis4.blogspot.com/2020/01/il-cubismo.html