La Consulta Comunale Pari Opportunità di Alessandria adotta
un Ordine del Giorno sul Festival di Sanremo 2020

Nella seduta di martedì 28 gennaio, la Consulta Comunale per le Pari Opportunità della Città di Alessandria ha adottato un Ordine del Giorno sul “Festival di Sanremo 2020”.
Di seguito si riporta il testo.

ORDINE DEL GIORNO
FESTIVAL DI SANREMO 2020

La Consulta Comunale per le Pari Opportunità della Città di Alessandria, in attuazione dei punti 9 e 10 dell’articolo 2 del proprio Regolamento

  1. Adotta provvedimenti e azioni per contrastare qualunque forma di violenza contro le donne;
  2. Adotta provvedimenti e azioni per contrastare linguaggi non rispettosi del genere
    nella sua seduta del 28 gennaio 2020, adotta il presente ordine del giorno:
    «rappresentando le istanze della popolazione femminile della Città di Alessandria in merito al linguaggio sessista utilizzato dal Direttore Artistico del prossimo Festival di Sanremo e all’ammissione alla stessa competizione canora di un artista che lede l’immagine della donna con messaggi violenti fino ad istigare crimini nei suoi confronti, le Consultrici esprimono il proprio sdegno verso le frasi sessiste pronunciate dal Direttore Artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2020 nel corso della conferenza stampa di presentazione a proposito delle co-conduttrici “tutte bellissime” ed in particolare di Francesca Sofia Novello, scelta per la sua “capacità di stare vicino ad un grande uomo stando un passo indietro”.
    Al tempo stesso ritengono imbarazzate l’assoluto silenzio, la non reazione da parte delle stesse
    co-conduttrici, tra cui figurano stimate professioniste dell’informazione, dalle quali ci si attendeva la dissociazione verso parole inqualificabili.
    Inoltre, con riferimento alla annunciata partecipazione alla gara canora del rapper Junior Cally, i cui testi delle canzoni sono pieni di volgarità, provocazioni, istigazione alla violenza sulle donne, sessismo e misoginia, le componenti della Consulta Pari Opportunità esprimono il proprio biasimo e indignazione: la libertà di parola e di pensiero non può ledere il diritto e la dignità di qualcuno/a.
    Appare evidente che la direzione artistica del Festival di Sanremo 2020, esternando messaggi che promuovono un modello diseducativo, sia in palese contrasto con i principi generali della RAI che, quale TV di Stato, è tenuta a promuovere la parità di genere, il superamento della rappresentazione stereotipata delle donne, il contrasto a ogni forma di violenza.
    Pertanto, le Consultrici richiamano la società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo italiano a riaffermare i principi generali a sostegno del superamento degli stereotipi di genere, al fine di promuovere la parità e il rispetto dell’immagine e della dignità della donna anche secondo il principio di non discriminazione, nonché la promozione del rispetto della persona e del contrasto a ogni forma di violenza anche quella verbale, troppo spesso sottovalutata.
    Il Festival di Sanremo ha risonanza internazionale, è da 70 anni vetrina del nostro Paese, dei suoi costumi e della sua cultura, entra in tutte le case e viene seguito da tutti: proprio l’ammissione di giovani rapper ha lo scopo di intercettare il pubblico dei millennials, coloro verso i quali si dovrebbe prestare maggiore attenzione educativa. Poiché non può tollerarsi che la spasmodica rincorsa all’aumento dell’audience calpesti la dignità di tutte le donne e promuova modelli estremamente diseducativi per tutti, le Consultrici invitano a “spegnere il televisore”, a non seguire trasmissioni che non corrispondono a rappresentare il mondo femminile per i suoi valori.
    L’operato della Direzione artistica del Festival di Sanremo, purtroppo, pare in linea con le osservazioni mosse all’Italia dal Consiglio d’Europa in merito al non rispetto della Convenzione di Istanbul, i cui principi devono essere rispettati e promossi da tutti i soggetti pubblici.
    La Consulta Pari Opportunità di Alessandria chiede con fermezza che vengano esclusi dalla competizione, oggi e in futuro, Junior Cally e tutti coloro i quali, con la propria esibizione, si facciano divulgatori di messaggi di violenza contro le donne.
    La Consulta Pari Opportunità non può accontentarsi delle scuse formali a tutte le donne per le esternazioni “infelici” che certamente saranno rese dal conduttore.
    La Consulta ritiene che il ruolo del servizio pubblico sia centrale nel progresso culturale della società italiana, incentrato sul cambiamento di mentalità volto al superamento degli stereotipi e alla promozione della parità di genere. La RAI torni a svolgere un ruolo di leadership nella cultura e nell’educazione del nostro Paese: la formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale è fondamentale perché si abbia consapevolezza di ciò che è giusto e di ciò che non lo è. La RAI non può esimersi da tale compito».
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«Non si può restare in silenzio – dichiara Nadia Biancato, Presidente Consulta Pari Opportunità di Alessandria – quando la figura della donna viene sminuita, in presenza di stereotipi, di “rappresentazioni” del ruolo della donna non più ammissibili. Le parole hanno un peso, non si possono sottovalutare, in particolare quando sono veicolate tramite testi che istiga o alla violenza.
L’azione della Consulta è volta ad esprimere lo sdegno verso un servizio pubblico che disattende i principi della Convenzione di Istanbul, lesivo della dignità della persona. In un Paese in cui ogni 72 ore è commesso un femminicidio tutto ciò non è ammissibile».

«Promuovere la parità e il rispetto dell’immagine e della dignità della donna – sottolinea Cinzia Lumiera, Assessore comunale alle Pari Opportunità di Alessandria – non può essere un obiettivo di cui ci si ricordi solo in alcune specifiche occasioni durante l’anno, quali la celebrazione dell’8 marzo. Il rischio di alimentare semplici “cliché” retorici è sempre presente e l’Ordine del Giorno adottato dalla Consulta Pari Opportunità della nostra Città esprime tutta la propria forza, efficacia e validità proprio perché focalizza l’attenzione, per un verso, sui contenuti del tutto inappropriati che sono stati recentemente veicolati in occasione della conferenza stampa di presentazione del prossimo Festival di Sanremo e, per altro verso, sulla dimensione di responsabilità che i media, e a maggior ragione il servizio pubblico, devono sentire e tradurre in scelte concrete affinché la promozione del rispetto della persona e del contrasto a ogni forma di violenza anche quella verbale sia presente e diffusa, ogni giorno, a tutti i livelli».

«Alessandria – dichiara il Sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco – è una Città dove la sensibilità sui temi del contrasto alla violenza contro le donne e sulle diverse forme e politiche “attive” attuate per valorizzare gli obiettivi di pari opportunità è ben presente e consolidata.
Se questo fa onore innanzitutto alla passione, competenza e coinvolgimento delle Componenti della Consulta alle Pari Opportunità, le cui finalità sono sostenute dalla nostra Amministrazione Comunale e dall’Assessore con questa specifica delega, d’altra parte non posso non rimarcare come i contenuti dell’Ordine del Giorno che è stato adottato dalla Consulta lo scorso 28 gennaio mettano bene in luce aspetti che hanno a che fare direttamente sia con l’ambito della cultura, generalmente inteso, sia con quello del rapporto tra cultura e media.
Da questo punto di vista, ritengo doveroso che tutte le Istituzioni – compresa quella del Servizio Pubblico Radiotelevisivo – concorrano, ciascuna con le proprie peculiarità operative, a sostenere, promuovere e diffondere nel modo più incisivo possibile messaggi capaci di promuovere realmente valori e modelli educativi.
Questo è l’elemento caratterizzante di una cultura che sa far crescere armoniosamente un sistema-Paese e le nostre comunità, a tutti i livelli, nei confronti e a favore di tutte le generazioni.
I media, sotto questo aspetto, giocano un ruolo fondamentale e la “vigilanza attiva”, nel rispetto dei principi costituzionali della libertà di parola e di pensiero, è sempre necessaria affinché l’esercizio di queste libertà non ledano mai il diritto e la dignità di nessuno e di nessuna».