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Museo Gambarina: Santi e agricoltura, Valentina Bonanno

Santi nella religiosità popolare del mondo contadino alessandrino

Alessandria 6 febbraio 2010 alle pre 21.00 al Museo della Gambarina.

Parleremo in questa sede di agiografia, la materia che studia le vite dei santi e le loro rispettive iconografie. In questo testo faremo particolare riferimento alla zona dell’alessandrino.

Nella storia dell’arte, i santi sono riconoscibili in base a come vengono rappresentati e agli attributi che portano con loro, di solito oggetti che fanno riferimento alla loro vita o al loro martirio. Generalmente si tratta di personaggi che sono stati martirizzati durante le persecuzioni dei cristiani, nell’Impero Romano, oppure di persone particolarmente pie che si sono prese cura dei poveri e dei malati durante il corso della vita e che hanno in alcuni casi, fondato dei monasteri.

Quante volte ci è capitato girando nei paesi di campagna e nelle stradine che portano nei campi di trovare cappelle votive, piloni devozionali, croci campestri, dipinti murali ecc.. Essi sono testimonianze della religiosità semplice e profonda che caratterizzava la popolazione rurale, il cui rapporto con la religione e le sue ricorrenze scandiva la vita quotidiana. Pensiamo alle grandi festività, come Natale e Pasqua, ma anche alle feste patronali, al cibo legato ai giorni della settimana e alle stagioni, ai sacramenti che si ricevevano in vita.

Le cappelle che si trovano in aperta campagna erano talvolta aperte al pubblico solo in alcuni giorni dell’anno e spesso erano state costruite da contadini in scioglimento di voti privati o collettivi, di solito in occasione di scampate calamità.

Esse erano sovente dotate di un piccolo portico presso il quale i viandanti potevano ripararsi e riposarsi. Certe cappellette aperte su un lato avevano invece come scopo la “posa dei morti”, usanza che prevedeva la collocazione della bara del defunto in attesa che si riunisse la comunità prima del funerale. Le edicole votive invece, erano quasi sempre fatte costruire da privati come ringraziamento per aver ottenuto una grazia come la guarigione di un famigliare, uno scampato pericolo o il ritorno di un figlio dalla guerra.

Curiosa la presenza massiccia nei paesini delle prealpi nord-orientali di edicole con le stazioni della via Crucis, della Passione o dei Misteri del Rosario, posti soprattutto lungo i percorsi che conducono a santuari edificati in cima ad alture.