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PD – Casale Monferrato: I Consigli di NON partecipazione della Giunta Riboldi

Più che consigli si tratta di comitati. Invece che di partecipazione si tratta di propaganda e di consenso. Comitati snelli, nominati e pienamente allineati dall’Amministrazione, che si svolgeranno a porte chiuse.

Altro che partecipazione!  Nella seduta del Consiglio Comunale di lunedì 3 febbraio abbiamo assistito a una triste pagina democratica che ha visto protagonista il Sindaco con la sua maggioranza. All’ordine del giorno si è discusso e votato il regolamento per l’istituzione e la disciplina dei consigli di partecipazione.

Purtroppo nel regolamento proposto dall’Amministrazione non vi è alcuna traccia di partecipazione. I membri sono, infatti, nominati dall’Amministrazione, le sedute sono a porte chiuse, il numero dei componenti è di quattro per i quartieri inferiori a 5’000 abitanti e di sei per i quartieri con più di 5’000 abitanti. Su quattro consiglieri, tre sono nominati dalla maggioranza. Nel caso di sei consiglieri, sono quattro quelli nominati sempre dalla maggioranza. 

Come se non bastasse il controllo esercitato, è data la possibilità di partecipare a questi organismi ad un coordinatore nominato dal Sindaco tra i consiglieri comunali, più il Sindaco stesso che può partecipare e convocare ogni qualvolta lo ritenga senza una preliminare condivisione.

Insomma, un prolungamento ‘snello’ a tutti gli effetti della Giunta, dove è chiara la forte impronta verticale, dall’alto verso il basso, dove è evidente la volontà di istituire comitati di consenso e di propaganda, a porte chiuse.

La partecipazione è tutta un’altra cosa. Parte dal basso, è faticosa, non viene nominata, è democratica, comporta la volontà di far veramente partecipare i cittadini ed essere pronti ad ascoltare anche le richieste e le proposte che non fanno comodo.

Siamo intervenuti, in più occasioni nelle Commissioni e in Consiglio comunale, proponendo una serie di emendamenti, chiedendo che venisse rivista la modalità di composizione di questi cosiddetti “Consigli di Partecipazione”, prevedendo che i membri venissero scelti attraverso libere elezioni.

Abbiamo dato disponibilità a discutere insieme alcune alternative di forma elettiva e partecipativa, prendendo esempio anche da altre città. Ma non c’è stata nessuna apertura da parte del Sindaco e tanto meno dalla maggioranza che lo sostiene.

Abbiamo cercato di allargare il numero dei componenti di questi consigli di quartiere, in modo da poter dare una ragionevole possibilità di partecipazione alle minoranze e ai cittadini. Anche su questa richiesta c’è stata totale chiusura da parte della maggioranza

Abbiamo richiesto che si potesse discutere nell’ambito di questi Consigli delle tematiche di bilancio, dando la possibilità ai cittadini di esprimere delle considerazioni e dei pareri consultivi. Evidenziando che dove esistono i consigli di partecipazione, la tematica della discussione sul bilancio è presente e centrale. L’Amministrazione ha bocciato anche questa proposta.

Abbiamo chiesto che le sedute potessero essere aperte, perché la pubblicità dei lavori e la trasparenza sono parte stessa della democrazia. L’Amministrazione non ha accettato.

Abbiamo chiesto che potessero essere i Consigli, dal basso, a invitare quando ritenessero il Sindaco. E non il contrario. L’Amministrazione non ha accettato.

In tutti gli emendamenti che abbiamo proposto e che hanno visto la convergenza da parte degli altri gruppi di minoranza, la chiusura della maggioranza è stata ferma e totale

In conclusione non possiamo che esprimere profondo rammarico per la creazione da parte dell’Amministrazione di questo strumento di consenso, che di partecipazione ha ben poco, se non nulla.

Il gruppo consigliare del Partito Democratico,

Casale Monferrato