Non di questo mondo

(Riletta e riscritta)

Salendo, verso i monti c’è un lago sulla destra,
oche e anatroccoli giocano tra i canneti
l’ acqua prende il verde dai monti e il brillio dal sole.
Ma devi arrivare in fondo al lago per l’ incanto
e imboccare la stradina che torna dalla riva destra,
parte da uno chalet abbandonato, che porta il nome del lago,
steso come una vecchia signora sullo sfondo dei monti.
Una stradina in disuso, ormai pedonale e ciclabile
in ottobre è coperta di foglie e l’asfalto non si vede.
Il rumore delle macchine è lontano, attutito come quello delle ruote della bici.
Ogni tanto un tronco,
vecchi e grandi alberi caduti e messi lì,
tra la strada e il lago a far da panchina,
a servire ancora i passanti.
E lì ti fermi, e ti siedi,
proprio davanti alla cappelletta degli alpini, ad ascoltare niente.
Perchè questo lago non ha…

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