a cura di Marina Vicario

Conosco Elisabetta Gatti dall’anno scorso in quanto frequentavamo lo stesso corso di flamenco alla scuola di ballo Borrello di Novi Ligure e, di cui lei è grande appassionata. Quando ho scoperto che indossava veri costumi per partecipare al Carnevale di Venezia, mi sono subito intressata a questo suo hobby artistico, perché essere una maschera di Venezia è arte pura. Una passione che condivide con una sua grande amica Monica. Vi farò raccontare meglio dalla stessa protagonista che ho voluto intervistare per voi.

Ciao Elisabetta benvenuta in Alessandria Today. Ti invito a presentare te e la tua amica Monica ai nostri lettori. Raccontaci come è iniziata questa tua avventura artistica.
Sono Elisabetta ed ho 53 anni e sono un’infermiera. Vivo alle porte di Alessandria, e sono un’alessandrina pura. Monica ha 35 anni e fa l’impiegata a Tortona, sempre nella provincia di Alessandria.
Tutto iniziò un giorno in cui Monica mi disse: “Verresti a Venezia per il carnevale con me? Ci vado da un po’ con mio papà, ma con un’amica, sarebbe diverso…”. Partecipare al Carnevale di Venezia era il mio sogno sin da piccola così, nel 2016, accettai l’invito. Mi portò ad Asti, da una costumista: Maddalena Spessa che, per passione, si dedica ai costumi del Palio di Asti e del Carnevale di Venezia, mi mi guardò e mi consigliò l’abito adatto a me…

Non ci potevo credere quando mi disse che avrei indossato i panni di La Lola con un costume spagnolo! Le mie due passioni in un colpo solo: Carnevale + Flamenco insieme era davvero tutto troppo bello per me. Piano piano il mio sogno si realizzò e andai a Venezia con Monica.

Essere al Carnevale di Venezia significa vivere la favola, sei tu, ma ti ritrovi come per incanto trasformato nel personaggio del costume che indossi e lasci per un po’ la persona che sei tutti i giorni, perchè sei in un altro mondo.

La magia è anche nell’essere a disposizione di turisti, di fotografi professionisti e non, che ti immortalano per sempre in una cornice da favola. Vengono da tutto il mondo, e le tue foto girano tutto il pianeta.
Vivi la favola e la magia… ogni volta che vedi e rivedi le foto, si riaccende il ricordo della meraviglia di chi ti sta guardando. C’è del sano narcisismo…

Il costume realizzato da Elisabetta e da Sara

Quest’anno sei stata tu a realizzare il tuo vestito, da dove hai preso ispirazione?
Scopro, attraverso fb, che tra le maschere più belle e sfarzose di Venezia, c’è un infermiere che realizza x se costumi faraonici…
– Alt! Fermi tutti! – mi sono detta…
– Se lo ha fatto lui, posso farlo anch’io! –
(Non ho basi di Accademia artistica, non voglio arrivare a tanto, ma non si sa mai).
2 anni fa cercai su internet: scuola abiti teatrali Alessandria e trovai subito la Scuola Moda Vezza.

Mi rispose una signora gentile che mi informò che non essendoci richiesta per Alessandria, non c’eranocorsi collettivi… muoio dentro… ma mi rispose che, se sono interessata, invece di imparare acucire abiti alla moda, posso imparare a cucire, un costume a mia scelta…
INCREDIBILE era quello che mi serviva!

In due anni, sono riuscita a realizzare tantissimi progetti, considerando due ore di lezione di cucito a settimana. Lavoro 8 ore al giorno all’ospedale, ne esco sfinita il più delle volte…

Devo fare un elegio particolare a Sara Bosco, l’insegnante di cucito. Sara è la nipote di colei che, negli anni 40, in Alessandria, rompe gli schemi di donna per quei tempi, e aprì una scuola di sartoria in città, contro il parere dei genitori. Era una donna straordinaria, determinata ad arrivare al suo obiettivo. Sara è sempre stata innamorata della zia, che perse a causa di una malattia qualche anno fa. Di lei, Sara, ha ereditato la capacità di portare avanti la scuola di sartoria. La scuola, non fa solo taglia e cuci, ma tiene corsi di modellistica, di figurinisti, ricamo e applicazioni… In più Sara Bosco ha un Dottorato in Storia della Moda, ottenuto pochi mesi prima della mia telefonata. Riesci ad immaginare, Marina, la sua reazione quando l’ho chiamata per far dei costumi?
Quest’anno, intorno ad Aprile-Maggio chiedo alla maestra Sara: “e se smontassimo quel vestito che è in soffitta da 30 anni, che era bello, usato una volta. Il mio abito da sposa, e lo trasformiamo in un costume per Venezia?” Sara non se lo fa dire due volte e finalmente con molto impegno e inventiva, dopo le prime difficoltà, ce l’abbiamo fatta.

Sono stati due giorni meravigliosi e come ogni anno non vedo l’ora che arrivi il prossimo meraviglioso, magico e incantato CARNEVALE DI VENEZIA!