Rapisce

RAPISCE, Vittorio Zingone

RAPISCE

Rapisce i miei occhi 

Il fior di papavero 

Che tende il suo stelo,
Le foglie, il bocciolo
Su su verso il sole,
Nel piccolo orto
Accosto a verzure,
Nella macchia verdissima
D’insalate e prezzemolo,
Pomodori, basilico,
Cetrioli e zucchine.

Quel rosso di fiamma 

Contrasta col cielo, 

Con l’anima mia, 

Coi dolci tramonti 

Gia’ visti in Calabria 

Quand’ero bambino.

Ritorna alla mente 

Una dolce memoria 

Di campi di grano 

Affrescati di porpora, 

Un mare di sangue 

Che gli occhi bevevano, 

In cui mi tuffavo 

E mi smemoravo.