Il vecchio cortile
della mia infanzia
scrostato e polveroso
luogo dei miei giochi scatenati.

D’inverno
un sorriso dietro ai vetri
appannati da lacrime di cielo
e un cenno della mano
da lontano.

E poi d’estate
come un sussurro che prende vita
dalle finestre aperte
una musica che si diffonde
le voci che rimbombano
e diventano coro.

Al mattino
lo sventolio delle lenzuola stese
saluta il sole
e più tardi rumori di stoviglie,
stracci scrollati
suoni indistinti di vita quotidiana.

I bambini giocano
corrono
urlano
saltano
nel piccolo quadrato
per loro infinito
ebbri di spensieratezza
e gioia di muoversi.

A mezzogiorno respiri
l’odore del cibo
profumi diversi che si mescolano
fino a stordirti.

Pomeriggi festivi
assolati e silenziosi
di asfalto rovente
deserti.

E la sera armonia di voci basse e riposo
le stelle che cuciono
lembi di sogno
tra i ballatoi
e i vasi di ortensie e gerani.

Buonanotte
sale per le scale .
Filtra tra le persiane chiuse.
Entra in tutte le porte.
Ninna nanna
Gente mia.

Lia