Dario MenicucciIl poeta toscano Dario Menicucci si presenta ai lettori di Alessandria today (biografia e tre poesie)
di Pier Carlo Lava
Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia e tre poesie del poeta toscano Dario Menicucci. La prima e la terza poesia sono inedite, la seconda è arrivata prima a un concorso interno a un sito letterario on line.
Mi chiamo Dario Menicucci e sono nato a Livorno il 28 giugno del 1963 dove tuttora vivo. Pubblico poesie dal 2014 su siti letterari, filastrocche per bambini e alcune fiabe.
Mi piacciono molto le poesie di parole semplici e in particolare quelle che descrivono la natura in tutte le sue sfumature.
Vivendo in una città di mare e di vento devo solo guardare l’orizzonte e riportare quello che i miei occhi vedono.
Notte, silenzio, vecchiaia e solitudine sono altri temi che spesso affronto con i miei versi. Ciò che scrivo viene spesso da esperienze di vita e amo dire che le mie poesie sono appunti di emozioni. Dario Menicucci

Tu dille penombra
Non siamo
più
come eravamo
molti
son gli anni passati
e il tempo segna.
Ma tu dille
penombra
di non avere timore
di rimanere
con me
come una volta.
Che non è
importante
come ora siamo
ma come al cuore
ci mostra
l’amore.
Comunque aiutaci
sfiorandoci
il viso
sarà dolcissimo
sentirsi
accarezzare.
Al di là del dolore
Il mare
è un deserto liquido
di onde indifferenti
e urla di vento.
La luce dell’alba
lo svela sconfinato
e invalicabile.
Un cimitero di onde
dove gli uomini 
sotterrano
chi cerca 
di ritornare uomo.
Avvolto in stracci
logori
una madre
stringe un bimbo
imbrattato d’odio
e di guerra.
L’acqua ormai bagna
il flebile pianto,
quelle mani stremate
forti d’amore
e disperazione.
Nessuna lacrima
in occhi
che non sanno
più piangere
nessun lamento
su quelle labbra
impastate di sale
e di violenza.
Tra le grida
intorno,
gelide di paura
e lo scricchiolio
di legno marcio
della barca inclinata,
un pescatore
un volto antico
scolpito dal sole,
impotente
nel piccolo scafo
già colmo di corpi.
Gli sguardi si toccano
indugiano un attimo
poi entrambi
tendono le braccia.
La donna impassibile
si lascia morire
stringendo ora in mano
soltanto la schiuma
di quell’azzurro infinito.
L’uomo, di pietra,
abbraccia quel dono
e capisce
che esiste qualcosa
al di là
del semplice dolore
Appena il sole appare
Nella meraviglia
dell’alba
oblique
si accendono scogliere.
Fuoco liquido
è il mare
appena il sole
appare.
Brusii
di ombre e di schiuma
insistono
su baie appartate
Si sveglia
lontano l’orizzonte
tornando
limite del mondo.
È dei gabbiani
l’eco del canto
sospeso
nel vento.
Salutano
navi nella luce
volte
al nuovo viaggio