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Confagricoltura Donna Alessandria: un confronto sulle condizioni femminili

Alessandria: Si svolgerà martedì 10 marzo alle 18 al Museo Etnografico “C’era una volta” di Piazza della Gambarina, 1 ad Alessandria l’evento “Condizioni femminili a confronto. Diana e Giorgia di ritorno dal Nepal”, organizzato da Confagricoltura Donna in collaborazione con l’Assessorato e la Consulta Pari Opportunità del Comune di Alessandria nell’ambito di Marzo Donna, l’Associazione “e.r.i.c.a. i 2 fiumi – Pro Natura Odv” e DSF – Docenti Senza Frontiere.

Interverranno sul tema la giornalista Giorgia Marino, la fotografa e videomaker Diana Bagnoli,  l’insegnante e presidente associazione “e.r.i.c.a. i 2 fiumi – Pro Natura Odv” Sonia Fogagnolo e la presidente di Confagricoltura Donna Alessandria Michela Marenco.

Giorgia Marino e Diana Bagnoli proporranno al pubblico in sala una serie di riflessioni in ottica di “Pari Opportunità” dopo il viaggio intrapreso in Nepal. 

Le due viaggiatrici narreranno per l’occasione ciò che è immortalato nelle foto presenti alla mostra di fotografie derivanti dal viaggio di Giorgia e Diana dal titolo “ForEverest. Climate Change e coscienza ambientale tra le giovani generazioni del Nepal” che è esposta presso il Museo “C’era una volta” dal 22 febbraio al 14 marzo a cura di “Docenti Senza Frontiere” in collaborazione con “e.r.i.c.a. i 2 fiumi – Pro Natura – ODV”. 

Le due borsiste, vincitrici di bando “Frame Voice Report!”, faranno conoscere l’attuale condizione femminile del Nepal.

Il progetto “Frame Voice Report!” approfondisce i temi del cambiamento climatico e della parità di genere dando voce a cittadini incontrati nell’Africa Subsahariana, nel Centro America e nel Sudest asiatico. 

“ForEverest. From Nepal to Italy, the Rise of Climate Awareness in Young Generations”,  che fa parte del progetto “Frame Voice Report!”, racconta gli effetti rapidi e drammatici del cambiamento climatico nel Nepal attraverso il punto di vista dei bambini e dei ragazzi che guidano le nostre giornaliste in un viaggio affascinante e spietato nelle difficoltà quotidiane che le famiglie incontrano a causa dei cambiamenti climatici in un paese simbolo per la sua fragilità e la sua straordinaria resilienza.

ForEverest è un viaggio nel mondo remoto, dove le donne devono conciliare gli stereotipi di una cultura tradizionale con le spinte della modernità. All’interno del “frame del villaggio globale”, oltre il “frame delle vittime”, solo l’istruzione e la formazione possono aiutare bambine e giovani donne a diventare parti attive della società. 

È un viaggio che avvicina i ragazzi italiani con i loro coetanei nepalesi, ai quali si chiede di raccontare la propria vita e gli impatti dei cambiamenti ambientali in atto, diventandone allo stesso tempo protagonisti e osservatori: la disegneranno, ne parleranno in video, la “mostreranno” alle giornaliste che andranno sul posto a raccogliere le loro voci.

ForEverest vuole risvegliare nei più giovani, qualsiasi sia la parte di mondo a cui appartengono, il senso di responsabilità condivisa per il proprio futuro. 

Il materiale è confluito in una mostra fotografica e multimediale, che include anche i disegni dei bambini e dei brevi video, in cui sono loro stessi a spiegarne il significato ai coetanei italiani:  un “ponte” fra le generazioni più giovani dei due Paesi, rafforzando la reciproca consapevolezza della questione climatica e delle interconnessioni fra eventi che avvengono in parti del mondo così distanti.