Extinction I-II-III-IV

Intervista a Gianluca D’Aquino, autore di “Extinction”, romanzo distopico

ALESSANDRIA – Non si parla d’altro e non potrebbe essere diversamente. Da settimane ormai il COVID19 ha monopolizzato l’informazione pubblica e i discorsi di noi tutti. Una pandemia mediatica oltre che sanitaria. Nessuno avrebbe mai immaginato di potersi trovare in questa drammatica realtà. Nessuno tranne chi vive e lavora di fantasia, come gli scrittori, i quali spesso si trovano a ideare scenari apocalittici, oggi estremamente attuali.

D'Aquino Gianluca (1)

Gianluca D’Aquino è uno di questi autori. A partire dal 2016 ha dato inizio a una saga distopica incentrata sulla diffusione di un virus, l’R16V99, che mette a rischio il perpetuarsi dell’umanità. I quattro volumi del romanzo Extinction (L’alba, Il crepuscolo, La notte e Il nuovo giorno), pubblicati in ebook con la casa editrice Delos, stanno per uscire in unico volume cartaceo con Epika Edizioni, con cui l’autore vanta già una lunga collaborazione e con cui ha pubblicato il fortunato romanzo storico “TRAIANOil sogno immortale di Roma”.

È incredibile – scrive D’Aquino in un recente post su un noto social-network – come la finzione letteraria possa essere quasi superata da una realtà inverosimile, quasi inimmaginabile, come questa che stiamo vivendo in questi giorni drammatici. Sento come un senso di colpa, in questi stessi giorni, nel lavorare alla revisione finale del mio “Extinction”, che parla proprio di una malattia, un “morbo”, che sta mettendo a rischio il perpetuarsi dell’umanità. Quando, meno di quattro anni fa, iniziai a scriverlo, e a pubblicarlo in ebook nei mesi e anni successivi, non avrei mai creduto possibile e realizzabile quanto la fantasia mi portava a ideare. Oggi che “Extinction” è pronto a uscire in una nuova edizione cartacea, ho come la sensazione che non sia giusto farlo. L’ultima revisione è quasi surreale. Lo scenario del mio R16V99 è così terribilmente profetico e affine al vero, al reale COVID19, da crearmi un problema di coscienza.

Perché spesso gli autori si spingono a immaginare scenari così drammatici, nel cinema come nella narrativa?

Forse è un modo per esorcizzare qualcosa che ci spaventa, situazioni con sviluppi sociali e politici altamente negativi, in cui la perversione dell’uomo, mediante l’uso improprio della tecnologia o della scienza medica, porta a limiti estremi la condizione umana, fino al rischio dell’estinzione. Personalmente non avrei mai immaginato che quanto stavo scrivendo potesse trovare un reale riscontro nella realtà. Anche il medico che mi concesse la sua consulenza in materia di malattie infettive definì assurdo il profilo del virus che avevo ideato. Con il senno di poi…

Nella finzione letteraria, spesso, alla fine della storia il virus viene contenuto e il lieto fine riporta tutto alla normalità. Cosa sarà della situazione che stiamo vivendo?

– Non sono uno scienziato e non ho le competenze per esprimermi in tal senso. Il timore però che questo sia solo l’inizio è profondo. La preoccupazione più concreta non è tanto legata alla malattia in senso stretto, che immagino sarà contenuta e magari debellata come quelle che nella storia l’hanno preceduta, quanto al fatto che possa portare a un collasso delle strutture sanitarie se il contenimento non dovesse rivelarsi sufficientemente efficace. Sento da più parti parlare di ospedali in crisi per questioni logistiche, di personale e di materiali. Inutile dire che una tale e ulteriore situazione porterebbe a un numero elevato e non preventivabile di decessi. Senza pensare a cosa accadrebbe alle altre infrastrutture. Nel romanzo, definisco questa condizione Cold zero (dal romanzo di Sergio “Alan D.” Altieri, che diede origine alla mia serie spin-off): collasso completo di tutte le frequenze elettromagnetiche, che metterebbe a rischio le comunicazioni, estensibile però a tutti gli altri servizi, anche essenziali. E poi c’è il riverbero sulla situazione economica: ciò che sta accadendo oggi presenterà, e sta già presentando, un conto salatissimo all’economia. Proprio in un’epoca in cui, soprattutto per quanto riguarda la nostra nazione, si stava uscendo da un lungo periodo di recessione. Spero che i governi siano leali nello scambio di notizie e informazioni affinché la soluzione possa essere tempestiva e condivisa, a differenza di quanto avviene spesso nella finzione letteraria. E che, allo stesso modo, la sua diffusione non abbia origini dolose.

Extinction sta per uscire in una nuova edizione cartacea. Cosa si prova a lavorare a un tema così attuale?

Non posso nascondere di provare un certo senso di colpa nel “giocare” con un argomento improvvisamente rivelatosi reale e che sta portando grandi sofferenze e morte nel mondo. La revisione finale che sto terminando in questi giorni ha un che di surreale. Prima che tutto avesse inizio, avevo deciso di riunire in un unico volume cartaceo i precedenti quattro ebook, visto l’apprezzamento dei lettori e la richiesta dei molti nostalgici del libro tradizionale. Per quanto l’ebook rappresenti un’innegabile realtà, sono molti a leggere ancora o esclusivamente in cartaceo. Personalmente preferisco avere in mano un libro, con la sua intrinseca poesia.

A quando la pubblicazione?

Manca poco, credo sia questione di settimane. Virus permettendo. Ciò che auguro a tutti è che per l’uscita di Extinction la crisi sanitaria possa essere terminata e così gran parte dei problemi legati a questa pandemia, affinché il COVID19, così come il mio R16V99, possa tornare a essere solo finzione letteraria. Per il bene di tutti.