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Lo immagino ancora, Massimo Capriola

“La Madia dell’Arte”

… Lo immagino ancora.

Ho 

immaginato 

per una vita
di poterti incontrare
non pensavo fosse possibile,
rassegnato senza sperare,
ho camminato per sentieri tortuosi
che alla fine non sapevo dove portavano,
ho dovuto, senza volerlo, usare grinta e forza,
ho dovuto tirare fuori quel coraggio che non avevo,
ho lottato per non farmi sopraffare,
ho lottato per farmi spazio tra tanti, in tanti modi,
con la paura e il terrore dentro,
ho cambiato la mia vita
quando mi hanno fatto del male,
ho subito ingiustizie reagendo, urlando,
ruggendo come un leone ferito a morte,
tante volte poi, ho lasciato fare,
facendo finta di non sentire, di non capire,
pensando che si ravvedessero,
non è mai successo,
ho fatto bene e ho sbagliato,
portandomi il peso dei miei errori,
pagando un conto anche più salato del dovuto,
ho vissuto momenti di dolore atroce,
l’angoscia mi avvolgeva in una stretta senza fine,
senza poter contare su nessuno,
ho pianto tanto, senza che nessuno me lo ha mai visto farlo,
avrei voluto sotterrare, in un abisso, questo mio cuore
per non farlo battere più di buoni sentimenti,
per farlo asciugare con la terra,
ho pensato di non sapere amare
di non sapere farmi amare,
ho vissuto l’ospedale senza nessuno vicino
con gli affetti più cari lontani,
ignorato da quelli più vicini,
ho pensato tante volte
che non ne valeva più la pena esserci …
ho poi reagito lasciandomi scorrere le cose, per poi riprendermi,
sono riemerso da un pantano che mi copriva sempre più.
… e lo immagino ancora
come ho sempre fatto,
senza malizia,
senza cattiveria,
senza invidia,
senza ipocrisia,
senza premeditazione,
senza condizionamenti,
senza fantasmi del passato,
ho immaginato di poterti incontrare un giorno
per poter parlare con te come non ho fatto con nessuno,
senza dovermi preoccupare di quello che dico, sicuro di essere capito.
… e lo immagino ancora.

di Massimo Capriola