Allarme Sud

L’Iss prevede un boom dei contagi nel weekend “dovuto a scelte sbagliate” della popolazione. Corsa contro il tempo dei Governatori per nuovi posti letto. De Luca “vieta” le passeggiate

AGF
08/03/2020 Salerno. In seguito alle numerose partenze dalla Lombardia e dal Nord Italia, causate dall’uscita della bozza del decreto governativo sul Coronavirus, la citta’ di Salerno ha predisposto controlli della temperatura corporea e registrazione anagrafica per tutti i passeggeri dei pullman in entrata.

 

Al Sud è come se stesse arrivando uno tsunami. I governatori, alle prese con posti letti da reperire e da incrementare il più possibile, chiedono al governo aiuti, strumenti e mascherine. Perché neanche queste sono arrivate a sufficienza. Qui le strutture sanitarie, se i numeri dovessero salire come anticipato dall’Istituto superiore della sanità, non sono in grado di reggere l’urto, affrontato con fatica al Nord.

Ad oggi i numeri continuano ad aumentare in maniera impietosa. Con quasi 15mila malati e altri 250 morti in un solo giorno, l’Italia rischia di non aver ancora visto il peggio: nel fine settimana potrebbe esserci un boom di contagi da Coronavirus nel Centrosud dovuto alle “scelte sbagliate dello scorso week end”. Parola del presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro che fa riferimento alla fuga dei fuori sede dal Nord verso le regioni meridionali prima che entrasse in vigore il decreto del presidente Conte che ha bloccato gli spostamenti da un territorio all’altro. Boom non significata però aver raggiunto il picco. Piuttosto si potrebbe trattare di un aumento significativo e, considerati i tempi di incubazione e la velocità con cui si propaga il virus, i governatori del Sud sono in attesa di quello che definiscono uno tsunami: “È come quando sta per arrivare uno tsunami o un uragano e bisogna fare una corsa contro il tempo per limitare i danni”.

Il campanello d’allarme suonava da giorni ma mai come adesso si è stati così vicini: “L’incubazione è tra 4 e 7 giorni: abbiamo visto folle assembrate al mare o in stazioni sciistiche o in mega aperitivi, luoghi dove probabilmente il virus ha circolato. Una parte di quelle persone nei prossimi giorni probabilmente mostrerà una sintomatologia. Speriamo di essere smentiti dai fatti”, dice ancora Brusaferro.

In Sicilia il governatore Nello Musumeci prevede di arrivare a fine marzo con mille posti letti in più per curare il Coronavirus. La base di partenza era di 400 posti di terapia intensiva in tutta l’isola. Senza dubbio però serviranno più posti per la rianimazione, ventilatori e dispositivi di protezione, in pratica mascherine. Tra ieri e oggi in Sicilia ne sono arrivate solo 25mila nonostante la richiesta rivolta al ministro Francesco Boccia per averne un numero più consistente. Insomma è una corsa contro il tempo per liberare quei reparti poco utilizzato e che possono essere trasformati in corsie per curare il Covid. Si è firmato inoltre un accordo con le case di cura private per avere personale oltre ad aver indetto avvisi pubblici per reperire medici, infermieri e operatori socio sanitari. Infine Musumeci ha disposto con una sua ordinanza la chiusura dei cimiteri e il controllo dei porti.

Il governatore della Campania Vicenzo De Luca si spinge lì dove il Viminale non è arrivato. “Abbiamo sentito qualche comunicazione arrivata da Roma assolutamente sbagliata, perfino il ministero dell’interno dice che si può passeggiare purché si mantenga un metro di distanza. Questa è un’idiozia”. Per questo il presidente della Regione ha chiuso i parchi e i giardini per far fronte a quello che definisce lo spostamento di massa da Nord a Sud. Per adesso sta monitorando la situazione. Secondo le sue previsioni “in Campania il picco di contagi sarà a metà aprile, avremmo bisogno per quel periodo di 150 posti di terapia intensiva. Siamo assolutamente pronti ad affrontare quell’emergenza. Siamo assolutamente tranquilli”. Dal suo staff spiegano quindi di essere ancora nel piano A. “Sui posti letto non dovrebbero esserci problemi se non scoppia l’ira di Dio. Fino a 400-500 persone in terapia intensiva siamo nel piano A e possiamo farcela. Stiamo comunque allestendo posti letto in più. Per ora in media arrivano 30 persone al giorno che hanno bisogno di queste cure, non possiamo sapere se arriviamo a 50 o 70”.

In Puglia il numero dei contagiati è cresciuto in un solo giorno di 50 persone e la regione ha avviato la procedura per assumere 2.149 operatori socio sanitari. Il piano ospedaliero pugliese prevede l’attivazione sino a 300 posti letto nelle rianimazioni e terapie intensive e 195 posti letto nei reparti di malattie infettive. Sono in corso incontri con gli ospedali privati accreditati ed Enti ecclesiastici per trovare una intesa che permetta alla Regione Puglia di potenziare i posti letto delle strutture pubbliche. Per i casi meno gravi, quelli che non necessitano di ricovero in terapia intensiva, verranno attivati sino a 400 posti letto nei reparti di pneumologia e di medicina interna. Negli ospedali più grandi, intere aree, all’occorrenza, potranno essere utilizzate solo per l’emergenza Coronavirus. In caso di necessità, verranno riaperte alcune strutture disattivate.

Stesso discorso vale per la Calabria. La presidente Jole Santelli, in accordo con il commissario Straordinario Saverio Cotticelli e con il supporto del Dipartimento Salute, ha approvato il piano che prevede l’attivazione di 400 posti letto di terapia intensiva e subintensiva per tutta la Regione. Ma ovviamente servono le risorse, i macchinari che il governo centrale deve inviare. E più di ogni altro cosa il tempo, prima che sia troppo tardi.