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Ampie schiarite 17. Dalla parte dell’Africa, primi nei lavori verdi, litorali puliti dalla plastica

Carlo Baviera

Il bene da scoprire e diffondere. Buone notizie che aprano alla speranza e alla fiducia

Anche in tempi di preoccupazione per il diffondersi dell’epidemia, dobbiamo ricordare il bene.

Ursula, prima uscita pro Africa – Il quotidiano “Repubblica” pubblica una notizia che mi è molto piaciuta e che vorrei fosse copiata dalla politica estera del nostro Paese: “Il debutto di Ursula in auto con il Nobel”. «Un benvenuto a Ursula von der Leyen e congratulazioni per la sua recente elezione a presidente della Commissione europea. Grazie per i 170 milioni di euro in sostegno alla transizione democratica e alle riforme economiche». Il padrone di casa, il premio Nobel per la Pace Abiy Ahmed, ha salutato così von der Leyen che, come primo viaggio da presidente, è volata in Etiopia. «Ho scelto l’Africa per il mio primo viaggio ufficiale al di fuori dell’Europa, per la sua economia con la crescita più rapida del mondo, e le sue immense sfide, inclusi i cambiamenti climatici. Voi, più di altri popoli, ne capite le conseguenze, con il deserto che avanza e le inondazioni sempre più frequenti», ha detto la presidente al termine dell’incontro con Abiy, lodando la scelta di una donna alla presidenza del Paese. L’accordo da 170 milioni, servirà, oltre al rilancio dell’economia, alle elezioni politiche etiopiche previste per il prossimo anno.” Tante volte si è affermato che il futuro dell’Europa è l’Africa. La neo Presidente della Commissione europea ha dato un segnale importante.

Italia prima per l’economia circolare –  Per quanto riguarda l’«Economia circolare» l’Italia è leader. In 5 anni oltre 432mila aziende hanno investito in sostenibilità. In Lombardia (di recente anche  Assolombarda ha firmato il Manifesto di Assisi) più di 77mila aziende hanno recepito i criteri della Green Economy con 137mila ‘lavori verdi’ e si muovono di conseguenza nella direzione della sostenibilità. L’Italia può vantare il 79% di rifiuti indirizzati al riciclo, contro al 55% della Francia il 49% del Regno Unito e il 4% della Germania, affermandosi leader in materia. Il Manifesto di Assisi, è il documento per «un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica» lanciato nell’ottobre scorso ed è stato sottoscritto da più di mille tra aziende, associazioni e soggetti della società civile. Ispirato ai valori della bellezza e del coraggio, il Manifesto di Assisi si incentra su una visione di comunità che mira a fare dell’Italia il laboratorio di «un mondo più sicuro, civile, gentile». E i risultati li si ricava dai numeri: 432mila aziende che hanno investito in sostenibilità, e i cosiddetti green jobs sono ormai più di tre milioni, pari al 13,4% degli occupati, e nel solo 2019 una punta del 21,5% nel settore degli ecoinvestimenti da parte di circa 300mila aziende. Anche gli operatori e i promotori del Manifesto confermano che le esperienze attivate dimostrano che non esiste alcuna contrapposizione reale tra sostenibilità e convenienza economica, tanto meno tra spinta ideale e competitività.

Contro la plastica – (dal Giornale del Cilento del 27.12.19) “Non ha bisogno di postare su Facebook o Instagram le immagini dei sacchi di spazzatura riempiti con la plastica rimossa dalle spiagge di Marina di Camerota. Anzi, lui sui social network non c’è proprio e, ai post, preferisce i fatti. Perlopiù in silenzio e senza ‘passerelle’. E allora noi rispettiamo la sua decisione e senza postare foto che lo ritraggono in volto, cerchiamo di evidenziare questo esempio di uomo ambientalista ed ecologista che lungo la costa del Cilento non si occupa ‘solo’ di questo. Gerardo P., di professione cuoco, nel tempo libero è componente di un’associazione socio-culturale e sportiva e poi cura il verde, segnala brutture e raccoglie rifiuti dalle spiagge. La mareggiata dei giorni scorsi ne ha lasciati troppi e Gerardo, questo pomeriggio, è stato immortalato dalla fotocamera del cellulare di un amico mentre, in località Capogrosso, saziava la sua quotidianità con gesti consueti. A guardarlo sembra così semplice liberare i litorali dalla plastica, ad investire il proprio tempo libero per fare ciò che fa lui, invece, pare sia un tantino più complesso. Bravo Gerardo e scusaci per questo minuscolo sprazzo di notorietà che non ti piacerà molto”. Da parte mia lo segnalo per il prossimo Premio Luisa Minazzi.