Il Sud vuole l’esercito, ma solo il Viminale e il Cdm possono decidere

Per adesso il governo frena. Per il presidente della Puglia Michele Emiliano: “Musumeci e Santelli fanno a gare a chi la spara più grossa”

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ITALY, February 27, 2020 — An Italian Army soldier checks transit to and from the cordoned areas in Turano Lodigiano, Italy, Feb. 27, 2020. Italian authorities on Tuesday confirmed 2,263 coronavirus cases, which marked an increase of 428 infections compared to the previous day. The figure did not include recoveries or fatalities, whose numbers were provided separately. (Photo by Xinhua/Xinhua via Getty)

 

Il Sud vuole l’esercito contro il Coronavirus. Nelle stazioni, ai caselli autostradali e anche sul lungomare come nel caso della Campania. In Sicilia solo ed esclusivamente il governatore Nello Musumeci può autorizzare eventuali ingressi nell’isola, come ha stabilito un decreto firmato dalla ministra dei Trasporti Paola De Micheli che prevede la sospensione dei collegamenti e dei trasporti ordinari. Cosa già successa in Sardegna.

Inoltre, in questa regione che scopre la legge e il rigore se non altro per andare contro il governo di un colore politico diverso, il presidente chiede al Viminale di cambiare la destinazione dei soldati impegnati nell’operazione ‘Strade sicure’ perché non ci sono più macchine in circolazione dunque sarebbe possibile destinarli altrove: “È necessario – dice Musumeci – cambiare l’assetto. I prefetti devono destinare 200-300 ragazzi nei punti d’arrivo, nei porti, negli aeroporti e, per quanto riguarda noi, nello stretto di Messina, e dare man forte al personale sanitario, alla Croce rossa e alla protezione civile”.

Tuttavia i governatori non possono disporre dei prefetti, tanto che pochi giorni fa il Viminale ha dovuto precisare in una nota che “non risultano coerenti con il quadro normativo le ordinanze delle regioni contenenti direttive ai prefetti che rispondono unicamente all’autorità nazionale”. In pratica per incrementare la presenza dei militari è necessario un consiglio dei ministri o un decreto del presidente che dia il via libera a una ridefinizione dell’operazione ‘Strade sicure’.

Per questo il governatore della Puglia Michele Emiliano si sfila: “Premesso che ho grande stima e affetto per Zaia, Santelli e Musumeci, parlano di cose che non conoscono: non sanno cosa significa schierare in strada l’Esercito, non per controllare le strade ma fare altro. E il coprifuoco è una misura incostituzionale, non c’è autorità che possa stabilirlo. Fare la gara a chi la spara più grossa non è la cosa utile”. Pochi giorni fa anche il sindaco di Messina aveva annunciato il coprifuoco alle cinque del pomeriggio. Neanche a dirlo l’ordinanza è stata bocciata dal Viminale poche ore dopo.

Vincenzo De Luca dopo aver spiegato che purtroppo per lui non si possono utilizzare le “fucilazioni” per chi trasgredisce ha chiesto al prefetto di mandare i militari sul lungomare. E anche la presidente della Calabria Jole Santelli ribadisce la necessità di coinvolgere il Viminale e anche l’esercito non solo per i controlli su coloro che arrivano da fuori regione ma anche per quanto riguarda la spedizione e la consegna del materiale”. Al Sud si teme che l’emergenza da ordinaria possa presto diventare straordinaria.