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CoViD-19 e “tagli alla sanità”: facciamo chiarezza. Intervista a Renato Balduzzi

L’emergenza causata dalla diffusione del CoViD-19 sta mettendo a dura prova il Paese, il quale sta riscoprendo il valore del nostro Servizio sanitario nazionale, capace di conciliare la propria impostazione universalistica e solidaristica con una risposta tecnica e professionale di livello elevatissimo, che altri sistemi sono costretti a fornire con modalità assai più selettive e diseguali.

Nel dibattito pubblico sono molti a sottolinearlo, senza con ciò negare la pressione senza precedenti che il sistema ospedaliero sta subendo, in alcune Regioni (le più organizzate, peraltro), per offrire ad ogni paziente le prestazioni più appropriate alla gravità del caso.

All’interno della discussione non mancano però opinioni, talora generiche e allusive talaltra polemicamente ben indirizzate, che vorrebbero spiegare con i “tagli alla sanità” le difficoltà dei nostri ospedali a fronteggiare un’epidemia che, nel giro di neppure trenta giorni dal primo caso registrato nel lodigiano, ha contagiato più di 47 mila persone, di cui oltre 16 mila si trovano oggi ricoverate (2.655 in terapia intensiva), provocando, come tristemente noto, anche 4.032 decessi (dati Ministero della sanità aggiornati al 20 marzo).

Il quotidiano d’informazione piemontese Lo Spiffero ha chiesto a Renato Balduzzi di intervenire in questa discussione, nella quale sono state tirate in ballo anche le responsabilità del Governo al quale egli partecipò come Ministro della salute.

L’intervista è disponibile al seguente link: https://lospiffero.com/ls_article.php?id=51124

Ufficio stampa del prof. Renato Balduzzi