Sono una statua,
fredda,
di marmo bianco
sporca dall’intemperie,
levigata,
corrosa dal tempo,
sono una statua,
senza arti a sorreggermi
e a indicare,
impossibile a vedere,
col volto stanco,
mesto,
bianco,
come bianco e freddo,
sarebbe anche il cuore,
se una statua
lo potesse avere.
Sono una statua,
eterea nell’anima
di chi mi ha creato,
sono un uomo
abbandonato,
non bastano più le braccia
ad aiutare,
e gambe a camminare,
il cuore è affogato
nelle lacrime non versate,
per avere un volto
diverso alla situazione.
Sono una statua,
non un essere vivente,
che di differente
ha, fortunatamente,
l’amore.

Roberto Busembai (errebi)

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