Il Governo ritocca la lista delle aziende aperte e ferma lo sciopero, ma il 3 aprile la partita si riapre

Il decreto della serrata cambia ancora. I sindacati ottengono la cancellazione di qualche deroga e fermano la protesta. Ma l’esecutivo ha già promesso a Confindustria che tra dieci giorni alcune delle fabbriche chiuse potrebbero riaprire

FRANCO ORIGLIA VIA GETTY IMAGES
ROME, ITALY – MARCH 14: People watch tv as Italian Prime Minister Giuseppe Conte holds his speech on the new economic measures due to Coronavirus emergency on March 14, 2020 in Rome, Italy. (Photo by Franco Origlia/Getty Images)

 

Sono passati appena tre giorni e il decreto della serrata ma non troppo, quello che ha tenuto aperte 80 tra fabbriche e attività commerciali, cambia ancora. Qualche ritocco, non uno stravolgimento, ma il fatto che il governo si ritrovi obbligato a rimettere mano al testo la dice lunga sull’affanno che continua su un tema cruciale come è quello del lockdown. Meglio, la restrizione delle libertà economiche che non ha precedenti. L’aggiustamento arriva per il pressing dei sindacati ed è funzionale a fermare lo sciopero generale a serrata in corso, qualcosa che sarebbe stato altrettanto senza precedenti. Ma il tratto che rende ancora più corto il fiato della catena di comando dell’emergenza è che la partita non è chiusa. Il decreto potrà cambiare ancora. E tra soli dieci giorni.

Già l’incubazione del decreto è stata travagliata. In 24 ore la lista delle deroghe al blocco è lievitata per le pressioni di Confindustria. Da qui la rabbia di Cgil, Cisl e Uil e la necessità per l’esecutivo di una nuova trattativa in videoconferenza. Iniziata martedì e terminata all’ora di pranzo di mercoledì. I sindacati esultano perché possono dire di essere riusciti a sbiadire il marchio degli industriali sul provvedimento. L’esecutivo può tirare il fiato, in questo caso in senso positivo, perché la stagione della rivolta nelle fabbriche è durata, almeno per il momento, appena due giorni. Ma la grande concessione che palazzo Chigi fa alle imprese svela il fianco debole di un’operazione che è tutt’altro che chiusa. Sono fonti dell’esecutivo di primissimo livello a spiegare a Huffpost il peso della promessa: il 3 aprile governo, Confindustria e sindacati dovranno risedersi al tavolo virtuale. Sapendo già da oggi che la lista delle attività autorizzate potrebbe riallungarsi, includendo alcune fabbriche che attualmente sono chiuse.